Quest’anno il calendario ha deciso di essere avaro. Quattro festività nazionali su dieci finiscono nel fine settimana, e con loro se ne vanno altrettante occasioni di ponte. San Francesco il 4 ottobre e Tutti i Santi il 1° novembre cadono di domenica. Il 25 aprile pure. Il 1° maggio di sabato. Per gli studenti italiani, che tornano in classe tra il 7 e il 17 settembre, il conto è presto fatto: l’anno scolastico 2026/2027 offre meno pause del solito, e quelle che restano dipendono da dove si abita.
In questo articolo
La novità del 4 ottobre
C’è una data che compare per la prima volta nell’elenco delle festività nazionali.
È il 4 ottobre, San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. L’ ordinanza ministeriale del 10 giugno 2026 la include tra i giorni di sospensione delle lezioni valide per tutte le scuole.
Peccato per il debutto. Nel 2026 il 4 ottobre cade di domenica, quindi l’effetto pratico è nullo. Bisognerà aspettare il 2027 per vederla funzionare davvero.
Perché la scuola non inizia lo stesso giorno in tutta Italia
Questa è la domanda che ogni settembre torna puntuale.
La risposta sta nell’autonomia regionale. Il ministero fissa le festività nazionali e le date degli esami, ma sono le Regioni e le Province autonome a decidere quando iniziano e finiscono le lezioni.
L’unico vincolo è numerico: servono almeno 200 giorni di lezione. Dentro quel limite ogni territorio si organizza come preferisce, e da lì nascono i dieci giorni di scarto tra i primi e gli ultimi.
Poi c’è un secondo livello. Anche le singole scuole possono deliberare adattamenti al calendario, sempre restando dentro i 200 giorni.
Chi torna prima e chi torna dopo
I primi a rimettere lo zaino in spalla sono gli studenti della Provincia autonoma di Bolzano.
| Data | Territori |
|---|---|
| 7 settembre 2026 | Provincia autonoma di Bolzano (e scuole dell’infanzia in Lombardia) |
| 10 settembre 2026 | Provincia autonoma di Trento, Valle d’Aosta, Veneto |
| 14 settembre 2026 | Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria |
| 15 settembre 2026 | Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia, Toscana |
| 16 settembre 2026 | Abruzzo, Basilicata, Sardegna |
| 17 settembre 2026 | Puglia |
Il grosso degli studenti italiani rientra però tra il 14 e il 15 settembre. Sono le due giornate in cui riaprono quasi tutte le aule della penisola.
Bolzano paga poi il conto a giugno. Iniziando prima, finisce anche dopo: l’ultimo giorno di lezione è fissato al 16 giugno 2027, quando altrove le aule sono chiuse da una settimana.
Il 2 novembre, la festa che non è una festa
Il 2 novembre, Commemorazione dei defunti, non compare tra le festività nazionali. Molte Regioni però sospendono lo stesso le lezioni.
Restano a casa gli studenti di Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Sardegna, Sicilia, Umbria, Valle d’Aosta e della Provincia autonoma di Trento.
Il Veneto allunga: sospensione dal 30 ottobre al 2 novembre. Bolzano fa di più e arriva all’8 novembre.
Il ponte dell’Immacolata, l’unico vero della stagione
Qui il calendario si fa perdonare.
L’8 dicembre 2026 cade di martedì, e numerose Regioni hanno previsto la sospensione anche per lunedì 7. Sono Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Piemonte, Puglia, Sicilia, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto e le Province autonome di Trento e Bolzano.
Nelle scuole con settimana corta il risultato è una pausa di quattro giorni, da sabato 5 a martedì 8 dicembre.
Natale, e in Sicilia un giorno in più
Sul Natale il quadro è quasi uniforme in tutta Italia. Le vacanze cominciano il 23 o il 24 dicembre, a seconda della Regione, e proseguono fino all’Epifania del 6 gennaio.
L’eccezione si chiama Sicilia. Lì la sospensione comprende anche il 7 gennaio 2027, un giorno in più che gli studenti dell’isola si portano a casa da anni.
Carnevale, da un giorno a cinque
Il Martedì grasso 2027 cade il 9 febbraio, ma non tutte le Regioni si fermano.
In Basilicata, Campania, Liguria e Lombardia la sospensione riguarda l’8 e il 9 febbraio. In Friuli Venezia Giulia, Molise, Piemonte, Valle d’Aosta e Veneto si va dall’8 al 10. In Sardegna si sta a casa solo il 9, nella Provincia autonoma di Trento l’8 e il 9.
Il record spetta a Bolzano, dove le lezioni si fermano dall’8 al 12 febbraio. Cinque giorni contro uno: la differenza tra chi vive a Cagliari e chi vive a Merano.
Pasqua, sei giorni quasi ovunque
Pasqua 2027 cade domenica 28 marzo. In quasi tutta Italia la pausa va dal 25 al 30 marzo, considerando anche il lunedì dell’Angelo.
L’unica eccezione è la Provincia autonoma di Trento, dove le vacanze pasquali arrivano al 31 marzo.
Le pause nascoste della primavera
Nella parte finale dell’anno spuntano altre giornate, e sono quelle che sfuggono a chi guarda solo le festività nazionali.
Veneto e Provincia autonoma di Trento sospendono le lezioni il 29 e il 30 aprile, subito prima della Festa del Lavoro. Molise e Veneto lo fanno il 31 maggio e il 1° giugno, in vista del 2 giugno.
Restano poi due date che valgono solo per un territorio. Il 30 gennaio in Valle d’Aosta e il 28 aprile in Sardegna.
Come si fa a sapere le date della propria scuola
Il calendario regionale è il punto di partenza, non quello di arrivo.
Ogni istituto può deliberare adattamenti, e capita spesso: qualche scuola anticipa il rientro di un paio di giorni proprio per potersi permettere ponti che il calendario regionale non prevede.
L’unico documento che vale davvero è quello pubblicato dalla scuola frequentata. Il resto è una buona approssimazione.
Una cosa il calendario 2026/2027 la dice comunque con chiarezza. Chi conta sui ponti per organizzare qualche viaggio fuori stagione, quest’anno ha poco su cui lavorare. Restano l’Immacolata a dicembre e, per chi abita nei territori giusti, il Carnevale di febbraio.
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Crediti fotografici
- Calendario scolastico: © cosedellaltromondo.it | AI Generated - Free to Use
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