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Uova di gallina bianche e marroni in un cestino di paglia per la Giornata mondiale dell'uovo 2026

Giornata mondiale dell’uovo: trent’anni di frittate giganti, fobie illustri e manie da re

La Giornata mondiale dell’uovo compie trent’anni. Dalle frittate da record alle celebrazioni più originali, fino alle manie di Hitchcock, Beethoven, Marilyn Monroe e re Carlo: storie e curiosità sull’alimento più universale del pianeta.

Teresa Pitrola 4 giorni fa 0

Il 9 ottobre l’uovo festeggia trent’anni di gloria. La Giornata mondiale dell’uovo è nata a Vienna nel 1996, quando si decise di dedicare a questo alimento il secondo venerdì di ottobre di ogni anno. A promuoverla è la World Egg Organisation, che per il 2026 ha scelto lo slogan “Protein that Powers and Protects”, cioè “Proteine che danno energia e proteggono”, per sottolineare il valore delle proteine di alta qualità e dei nutrienti contenuti nelle uova.

Per l’anniversario è arrivata anche una mascotte ufficiale: si chiama Eggwin, un uovo antropomorfo pensato per parlare di proteine a grandi e piccini. Il direttore generale della World Egg Organisation, Julian Madeley, ha ricordato che la missione della giornata resta la stessa dal 1996: celebrare i benefici di un alimento “umile ma potente”.

Frittate da 10mila uova e giochi online: come si festeggia nel mondo

Nel corso degli anni gli appassionati hanno trovato modi sempre più fantasiosi per rendere omaggio all’uovo. Alcuni esempi recenti danno l’idea della varietà. In Argentina le comunità si sono ritrovate attorno a una frittata gigante preparata con 10.000 uova. In Francia è stato lanciato un gioco online sui social con sfide a tema uovo, mentre in Sudafrica si sono moltiplicate le dimostrazioni di cucina dal vivo in tv e sui social. In Canada, invece, i visitatori delle biblioteche hanno potuto scrivere biglietti di ringraziamento agli allevatori di galline.

L’edizione 2025 ha regalato persino un primato certificato dal World Records Book of India: il record mondiale per l’egg bhurji più grande del mondo, il piatto di uova strapazzate speziate tipico della cucina indiana, preparato a Nagpur il 12 ottobre con 5.001 uova. Non sono mancate iniziative più tenere, come in Belize, dove i produttori hanno offerto una colazione a base di uova ai bambini delle scuole elementari. In Cina, nel 2024, la festa è durata addirittura un mese intero, con giornate tematiche dedicate a cultura, scienza, sicurezza e consumi.

Perché l’uovo è in tutte le cucine del mondo

Dall’omelette francese alla tortilla spagnola, dal tamagoyaki giapponese allo shakshuka mediorientale, passando per la carbonara romana: è difficile trovare una cultura che non abbia il suo piatto a base di uova. Le ragioni sono soprattutto pratiche.

La gallina è stata addomesticata migliaia di anni fa in Asia ed è un animale che si adatta a quasi tutti i climi, costa poco da allevare e produce cibo ogni giorno senza dover essere macellata. L’uovo, poi, arriva a noi in una confezione naturale che lo protegge e lo conserva.

C’è anche una ragione nutrizionale. L’uovo contiene proteine complete, con tutti i nove aminoacidi essenziali di cui il corpo ha bisogno. Per molte famiglie povere, nella storia come oggi, è stato la fonte di proteine animali più accessibile. In cucina, infine, è un ingrediente quasi magico: lega, monta, addensa, emulsiona. Senza uova non esisterebbero maionese, meringhe, pasta fresca e gran parte della pasticceria.

E poi c’è il simbolo. In tantissime mitologie il mondo nasce da un uovo cosmico: lo raccontano il mito cinese di Pangu, la tradizione orfica greca, il poema finlandese Kalevala e i testi sacri indiani. Per i cristiani l’uovo è il simbolo della resurrezione e per questo è diventato protagonista della Pasqua, mentre sul tavolo del Seder ebraico rappresenta il ciclo della vita.

Hitchcock, il maestro del brivido terrorizzato da un tuorlo

La storia più celebre è quella di Alfred Hitchcock. Il regista di “Psycho” e “Gli uccelli” soffriva di ovofobia, la paura delle uova. Lo confessò negli anni Sessanta a Oriana Fallaci, che gli chiedeva se uno abituato a spaventare gli altri conoscesse la paura. Hitchcock rispose di avere paura di moltissime cose, e in particolare delle uova. In un’altra intervista spiegò che le uova non solo lo spaventavano, ma lo disgustavano: “C’è qualcosa di più ripugnante di un tuorlo che si rompe e spande il suo liquido giallo?”. Il sangue, a suo dire, almeno aveva un bel colore rosso.

Il paradosso è che il regista adorava i piatti in cui l’uovo era “travestito”. Il suo piatto preferito era la quiche lorraine, che contiene quattro uova nel ripieno e un tuorlo nella pasta, e aveva un debole anche per i soufflé. Che però non riusciva a vedere preparare: quando la moglie ne cucinava uno, usciva dalla cucina perché la suspense era troppa. “Si alzerà?”.

Beethoven e la zuppa con dieci uova (da lanciare)

Ludwig van Beethoven aveva un rapporto quasi maniacale con una zuppa di pane che mangiava ogni giovedì, con dieci uova grandi da mescolare dentro. Prima di usarle, il compositore le controllava una per una controluce e le rompeva con le proprie mani. Se anche una sola non era freschissima, la governante passava un brutto quarto d’ora: era abitudine di Beethoven punirla tirandole addosso le uova. Secondo un testimone dell’epoca, il direttore d’orchestra Ignaz von Seyfried, la donna si teneva pronta a una rapida ritirata prima che cominciasse il “cannoneggiamento”.

Marilyn Monroe e la colazione con uova crude

Marilyn Monroe faceva colazione con due uova crude sbattute nel latte caldo. Quando le fecero notare che le sue abitudini alimentari erano piuttosto strane, lei non fu d’accordo: secondo l’attrice nessun medico avrebbe potuto consigliare una colazione più nutriente per una ragazza che lavora e va di fretta. Oggi i nutrizionisti metterebbero in guardia dal rischio di salmonella, ma all’epoca era una scelta tutt’altro che rara.

Le sette uova di re Carlo

Anche alla corte inglese l’uovo è una questione seria. Re Carlo III ama le uova bollite per esattamente quattro minuti, con il tuorlo morbido, e le mangerebbe ogni mattina a colazione. Secondo il libro “On Royalty” del giornalista Jeremy Paxman, il suo staff gliene preparava sette ogni mattina, nella speranza che almeno uno fosse cotto come piaceva a lui. Buckingham Palace ha però smentito che il sovrano sia così pignolo e che butti le uova “non conformi”. Carlo avrebbe anche un’abitudine curiosa dopo la caccia: un uovo accompagnato da un buon bicchiere di whisky.

Dalle 50 uova di Paul Newman al segreto della longevità

Al cinema l’uovo ha regalato scene memorabili. In “Nick mano fredda” del 1967, Paul Newman tenta di mangiare 50 uova sode in un’ora, per una scommessa diventata leggendaria. E come dimenticare Sylvester Stallone che in “Rocky” beve un bicchiere di uova crude prima dell’allenamento all’alba?

Ma la storia più sorprendente è italiana. Emma Morano, la piemontese diventata la persona più anziana del mondo e scomparsa nel 2017 a 117 anni, attribuiva la sua longevità a una dieta molto semplice: due uova crude e qualche biscotto al giorno.

L’uovo di Colombo, Fabergé e Dalí

Infine, l’uovo ha conquistato anche la storia dell’arte e il linguaggio. L’espressione “uovo di Colombo” nasce dall’aneddoto secondo cui Cristoforo Colombo sfidò i suoi detrattori a far stare in piedi un uovo, risolvendo il problema schiacciandone la punta. Giorgio Vasari attribuisce però lo stesso episodio a Filippo Brunelleschi, a proposito della cupola di Santa Maria del Fiore.

L'uovo Fabergé della Transiberiana, dono dello zar Nicola II alla zarina per la Pasqua del 1900, con il trenino d'oro in miniatura
Foto: Maxim Sinelshchikov via Wikimedia Commons, pubblico dominio

Tra fine Ottocento e inizio Novecento, l’orafo Peter Carl Fabergé realizzò per gli zar di Russia le famose uova gioiello, che ancora oggi valgono milioni di euro. E Salvador Dalí era così ossessionato dall’uovo, simbolo di vita e di rinascita, che fece collocare enormi uova sul tetto del suo Teatro-Museo di Figueres, in Catalogna. Lì sono ancora oggi.

Le grandi uova bianche sul tetto del Teatro-Museo Dalí di Figueres, in Catalogna, davanti alla cupola di vetro
Foto: Maksim Sokolov (maxergon.com) via Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0, ritagliata

Domande frequenti

Quando si celebra la Giornata mondiale dell’uovo?

Ogni anno il secondo venerdì di ottobre. Nel 2026 cade venerdì 9 ottobre e festeggia il trentesimo anniversario.

Chi ha istituito la Giornata mondiale dell’uovo?

È nata a Vienna nel 1996, su iniziativa dell’International Egg Commission, oggi World Egg Organisation. Il tema del 2026 è “Protein that Powers and Protects”.

Come si festeggia la Giornata mondiale dell’uovo nel mondo?

Con iniziative molto diverse: frittate giganti come quella da 10.000 uova in Argentina, giochi online in Francia, colazioni per i bambini nelle scuole, dimostrazioni di cucina e persino record mondiali.

Perché Alfred Hitchcock aveva paura delle uova?

Il regista soffriva di ovofobia e diceva di trovare il tuorlo che si rompe ripugnante. Non ne spiegò mai l’origine, ma paradossalmente adorava la quiche lorraine e i soufflé, in cui l’uovo non si vede.

Perché le uova sono presenti in tutte le cucine del mondo?

Perché le galline si allevano facilmente in quasi ogni clima, le uova sono economiche, nutrienti e versatili in cucina. In molte culture l’uovo è anche un simbolo di vita, nascita e rinascita.

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