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Marilyn Monroe

Marilyn Monroe compie 100 anni: perché è ancora (e sarà sempre) un mito intramontabile

Teresa Pitrola 1 mese fa 0

Prima ancora della leggenda, c’è l’immagine. E l’immagine di Marilyn Monroe è fatta di stoffa, lamé, strass e aria: il plissé bianco di Quando la moglie è in vacanza sollevato da un colpo di vento, abito che il costumista William Travilla definì ironicamente «un piccolo vestito sciocco» e che invece consegnò alla cultura pop uno dei gesti più imitati della storia; il tubino fucsia a fiocco di Gli uomini preferiscono le bionde, citato poi da Madonna in Material Girl; il dorato da capogiro sfoggiato ai Photoplay Awards del 1953, giudicato «volgare» da Joan Crawford e quindi perfetto. 

E poi il capolavoro assoluto: il vestito color carne fitto di strass firmato Jean Louis, indossato il 19 maggio 1962 al Madison Square Garden per cantare Happy Birthday Mr. President a John Fitzgerald Kennedy: una seconda pelle illusoria, scollata sulla schiena, pensata per cozzare con la solennità dell’occasione. Marilyn sarebbe morta due mesi dopo. Quell’abito, così come tutto ciò che ha indossato nella sua breve vita da diva, è rimasto nella storia. 

I 100 anni di Marilyn Monroe

Il 1° giugno del 1926 nasceva a Los Angeles Marilyn Monroe, all’anagrafe Norma Jeane Mortenson Baker. Pochi esordi nella storia dello spettacolo sono stati tanto improbabili quanto il suo: un’infanzia segnata dall’assenza del padre, una madre malata di mente, istituti e famiglie affidatarie, la sensazione costante di non appartenere a nessun posto. Eppure da quella fragilità nacque una delle personalità più magnetiche che il cinema abbia mai prodotto. Marilyn è stata icona prima di essere reale, personaggio prima d’essere persona, e senza bisogno di selfie, photoshop, reel o frasette postate sui social, come avviene oggi.

La sua carriera bruciò in poco più di un decennio con un’intensità che non ha paragoni: ventinove pellicole e una fama inarrestabile, interrottasi con la morte avvenuta nella notte tra il 4 e il 5 agosto del 1962. Marilyn aveva solo 36 anni. Giovane per sempre, bella per sempre, irrisolta per sempre. La versione ufficiale parlò di “probabile suicidio” e di una overdose di barbiturici, ma attorno alla sua morte continuano ad aleggiare ipotesi alternative, storie di complotti, e ombre mai del tutto dissolte.

Perché Marilyn Monroe è ancora in ogni parte del mondo 

Cosa tiene in vita un mito per cent’anni? Nel caso di Marilyn Monroe, la risposta è stratificata e sfugge a qualsiasi formula semplice. C’è la bellezza, certamente: una bellezza che Andy Warhol seppe cogliere e moltiplicare nella sua celebre serigrafia del 1962, trasformando il volto dell’attrice  in simbolo assoluto del Novecento. La sua presenza è duratura non solo come attrice e figura culturale, ma come una delle prime celebrità a diventare un’immagine. Il suo volto ha plasmato il linguaggio visivo del secolo scorso, diventando simbolo permanente di fama, desiderio e attenzione mediatica.

Ma c’è anche qualcosa di più sotterraneo: Marilyn incarna una contraddizione che ogni generazione continua a riconoscere come propria. Era fragile e indistruttibile, ironica e malinconica, oggetto dello sguardo maschile e — al tempo stesso — soggetto capace di ribaltarlo. Attraverso ventinove pellicole e la fondazione della propria casa di produzione, la Marilyn Monroe Productions, l’artista sfidò il sistema hollywoodiano dell’epoca, rivendicando maggiore autonomia professionale in un mondo dominato dagli uomini. Una femminista ante litteram, che nessuno all’epoca chiamava così.

Il mondo intero in festa: le celebrazioni più importanti

Il centenario è stato accolto con un entusiasmo che ha superato ogni previsione. Dai grandi musei alle piazze, dalle capitali mondiali alle città di provincia italiane, il 1° giugno 2026 ha avuto il profumo di un compleanno planetario.

Los Angeles e Hollywood hanno naturalmente guidato i festeggiamenti. L’Academy Museum of Motion Pictures ospita una mostra intitolata “Marilyn Monroe: Hollywood Icon”, aperta dal 31 maggio per nove mesi, con costumi, fotografie, lettere, oggetti personali e documenti di produzione. La Hollywood Walk of Fame, con la sua stella al numero 6774 di Hollywood Boulevard, è diventata in questi giorni meta di pellegrinaggio per migliaia di fan.

Palm Springs si è trasformata nel cuore pulsante delle celebrazioni americane. Dal 28 maggio al 1° giugno, la città ha ospitato “Marilyn 100”, un tributo con proiezioni di film, attivazioni immersive, un festival del Martini e un’atmosfera da glamour d’altri tempi. Il momento più spettacolare? Ben 1.037 persone, vestite con il celebre abito bianco di *Quando la moglie è in vacanza*, hanno partecipato al più grande raduno di sosia di Marilyn Monroe mai organizzato, conquistando il Guinness World Record. L’evento si è svolto attorno alla celebre statua “Forever Marilyn”, alta otto metri, che domina il centro della città.

Parigi ha risposto con la raffinatezza che le è propria. La Cinémathèque Française ha celebrato il centenario con una grande mostra aperta dall’8 aprile al 26 luglio 2026, che ripercorre la carriera e il talento della leggendaria attrice, con l’obiettivo di restituirne l’immagine al di là degli stereotipi e dei pettegolezzi che spesso ne oscurano la vera statura artistica.

Londra non è stata da meno: la National Portrait Gallery ha ospitato una delle mostre ufficiali del centenario, parte di un programma globale che ha incluso collaborazioni con brand, lanci di edizioni limitate e esperienze immersive.

Anche l’Italia ha celebrato Marilyn

Anche il nostro paese ha risposto con calore e con una certa dose di creatività.

A Milano il progetto “Beyond the Icon – Marilyn Monroe. A Centennial Tribute by GUESS” è nato proprio per celebrare il centenario, intrecciandosi con i 45 anni di storia del brand, che con Marilyn ha un legame identitario antico: il primo jeans lanciato da GUESS portava proprio il nome “Marilyn”. Dal 21 aprile al 24 giugno 2026, il MUDEC ospita una mostra fotografica a ingresso gratuito che raccoglie gli scatti di tre grandi fotografi — Bernard of Hollywood, Sam Shaw e Milton H. Greene — che hanno seguito l’attrice dai suoi primi passi nel cinema fino alla gloria mondiale.

Il Castello di Santa Severa, nel Lazio, ha aperto dal 1° giugno una mostra dal titolo evocativo: “Happy Birthday to You Marilyn Monroe”. Cento opere per celebrare il centenario della diva, con un percorso che attraverso lo sguardo di artisti contemporanei, tra lavori storici e creazioni recenti, fa rivivere la figura di Marilyn Monroe nelle sale del castello.

Sorrento, affacciata sul Golfo di Napoli, ha scelto una location da sogno. Il Grand Hotel Excelsior Vittoria rende omaggio a Marilyn con una mostra curata da Deodato Arte, in programma dal 1° giugno a settembre 2026, sviluppata all’interno degli spazi dell’hotel come un percorso immersivo che attraversa linguaggi e sensibilità differenti, restituendo la complessità della figura di Marilyn Monroe tra immagine pubblica e dimensione privata, tra mito e identità.

Il tributo globale senza confini

La portata delle celebrazioni ha rivelato qualcosa che va oltre la semplice nostalgia. Il programma artistico “MARILYN 100”, guidato dall’artista britannico-americano Russell Young, ha previsto mostre, collaborazioni e progetti speciali in tutto il mondo per tutto il 2026, ed è apparso persino in tutti i Gran Premi di Formula 1 della stagione.

In Italia, Sky ha dedicato alla diva un documentario inedito in tre episodi, frutto di oltre dieci anni di ricerca, disponibile dal 1° giugno su Sky Documentaries e in streaming su NOW, che ripercorre il percorso umano, psicologico e professionale di Marilyn Monroe, andando oltre il mito per rivelare aspetti inediti della sua vita privata e delle sue motivazioni più profonde.

Una diva oltre il tempo

Marilyn Monroe non ha mai avuto la dimensione del tempo. Inutile chiedersi come sarebbe stata se oggi cento candeline avessero illuminato il suo viso da centenaria. Impossibile immaginarlo.

Ed è forse proprio questa la chiave del suo immortale fascino: Marilyn è rimasta per sempre in quel preciso istante di luce, tra un sorriso e una lacrima, tra il palcoscenico e la solitudine. Ogni generazione la reinterpreta a modo suo, e questa risposta al centennale rivela qualcosa di cruciale: l’immagine di Marilyn non è statica ma viva. È in movimento. Marilyn vive ancora, e continua a parlare a chiunque voglia davvero ascoltarla.

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Crediti fotografici


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