Chiedete a chiunque quale sia il Paese europeo dove si rubano più automobili. La risposta sarà quasi sempre la stessa, e sarà sbagliata.
L’Italia è quarta. Davanti a noi ci sono Lussemburgo, Svizzera e Svezia.
In questo articolo
Il dato che sorprende
I tre Paesi che precedono l’Italia registrano rispettivamente 562, 357 e 267 furti ogni 100.000 abitanti.
Sono nazioni che l’immaginario collettivo associa a tutt’altro. Eppure, sul rapporto tra furti e popolazione, stanno tutte davanti.
Va precisato un aspetto: si tratta di tassi rapportati agli abitanti, non di valori assoluti. In termini di numeri complessivi il quadro sarebbe diverso, data la differenza di popolazione tra i Paesi coinvolti.
Quante auto spariscono in Italia
L’analisi è stata realizzata da Facile.it sulle statistiche ufficiali del Ministero dell’Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza.
Il totale annuo si aggira intorno alle 136.000 autovetture sottratte. Ogni giorno ne spariscono più di 285.
Non è quindi un fenomeno in calo, né relegato ai margini della cronaca.
Le tre regioni che concentrano il fenomeno
La classifica nazionale vede al primo posto la Campania, con 26.445 denunce.
Segue il Lazio con 18.071 casi. Al terzo posto la Sicilia, con 15.555 veicoli sottratti.
Messe insieme, queste tre regioni raccolgono poco più del 44% di tutte le denunce presentate nel Paese.
L’altra estremità della classifica
All’estremo opposto la distanza è impressionante.
Le regioni con il minor numero di furti sono il Friuli-Venezia Giulia con 239 casi, il Trentino-Alto Adige con 170 e la Valle d’Aosta con 20.
Il confronto tra la prima e l’ultima è di oltre 1.300 a uno. Anche tenendo conto delle differenze di popolazione e di parco circolante, resta uno scarto notevole.
Non solo l’auto intera
C’è un aspetto del fenomeno meno visibile ma altrettanto rilevante.
Il quadro si collega infatti al mercato nero dei componenti, con le organizzazioni criminali interessate non soltanto al veicolo nel suo complesso ma anche ai ricambi più richiesti.
Le cinque regole per ridurre il rischio
Insieme ai numeri, l’analisi propone un vademecum in cinque punti.
Il primo riguarda il parcheggio: vanno evitate le zone isolate, poco illuminate o nascoste da vegetazione fitta.
Il secondo riguarda ciò che resta a bordo. Gli oggetti vanno nascosti, anche quelli di scarso valore come cavi di ricarica o monete. E se qualcosa deve finire nel bagagliaio, conviene sistemarlo prima di arrivare a destinazione, non davanti a occhi indiscreti.
Il terzo è una regola secca: mai lasciare i finestrini abbassati, nemmeno di poco.
L’insidia del telecomando
Il quarto punto riguarda una tecnica sempre più diffusa.
Esistono sistemi in grado di clonare il codice del telecomando dell’automobile, consentendo ai ladri di replicarlo e aprire il veicolo. Per questo l’indicazione è di chiudere l’auto con la chiave.
E se possono sembrare superati, dispositivi come il bloccasterzo o il blocca pedali restano strumenti validi.
La copertura assicurativa
Il quinto suggerimento riguarda la polizza contro il furto, da aggiungere alla responsabilità civile obbligatoria.
Può essere sottoscritta in qualsiasi momento e tutela il proprietario non solo in caso di furto totale o parziale, ma anche per i danni causati al veicolo durante lo scasso.
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Crediti fotografici
- Furti d’auto: © cosedellaltromondo.it | AI Generated - Free to Use
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