Costano poche decine di euro e pesano una manciata di grammi. Sono l’accessorio meno considerato di tutta l’attrezzatura di un nuotatore.
E hanno appena deciso una finale europea.
Cosa è successo nel tuffo
Nella finale dei 50 farfalla agli Europei di nuoto, Noè Ponti è entrato in acqua e gli occhialini si sono capovolti, scivolando tra il naso e la bocca.
In una gara che dura poco più di ventidue secondi non c’è tempo per rimediare. Non c’è una virata in cui sistemarsi, non c’è una vasca di ritorno.
Il ticinese ha nuotato comunque, chiudendo in 22″91. Ottavo e ultimo posto.
Quanto è costato quel dettaglio
I numeri raccontano l’entità della beffa meglio di qualsiasi commento.
Poche ore prima, in semifinale, Ponti aveva fermato il cronometro a 22″53, ad appena due centesimi dal proprio record nazionale svizzero.
La finale è stata vinta dal russo Egor Kornev in 22″52, davanti al francese Maxime Grousset con 22″54 e al bielorusso Grigori Pekarski con 22″68.
Quel 22″53 della semifinale, quindi, sarebbe valso l’argento per un solo centesimo. E considerando che in finale i tempi tendono a migliorare, l’oro era a portata.
Lo scarto tra ciò che ha nuotato e ciò che aveva già dimostrato di saper nuotare è di 38 centesimi.
Chi è il nuotatore beffato
Non si trattava di un outsider capitato per caso in finale.
Il venticinquenne del Canton Ticino ha collezionato medaglie a Mondiali ed Europei nei 50, 100 e 200 farfalla, con l’apice nel bronzo dei 100 alle Olimpiadi di Tokyo 2021.
C’è di più: detiene il record del mondo in vasca corta proprio nei 50 farfalla, con il tempo di 21″32.
Era il favorito per tempi, continuità e status internazionale.
Le sue parole
Ai microfoni della televisione svizzera il nuotatore non ha nascosto la frustrazione.
“Ho perso gli occhialini nel tuffo. Quindi niente, ho cercato di fare del mio meglio, però ovviamente con gli occhi aperti in ogni caso e avendo su le lenti, che non è la cosa più piacevole del mondo”, ha raccontato.
E ha aggiunto un dettaglio che trasforma l’episodio in qualcosa di più di un incidente isolato: “Dovrò cercare un nuovo paio di occhialini, perché è già capitato troppe volte in gara che li perdessi”.
Sulla condizione fisica nessun dubbio: “Peccato, perché mi sentivo molto bene, però è andata così. Stavo bene, non ero neanche nervoso, anzi ero molto carico e tranquillo. Ho perso gli occhialini e probabilmente mi sono sconcentrato anche subito dopo il tuffo”.
La chiusura è la più diretta: “Però questo lo sport, domani ho un’altra gara, quindi si volta pagina. Cosa provo adesso? Mi girano le palle, però è normale”.
La reazione immediata
Il giorno successivo ha risposto nel modo più efficace.
Nelle batterie dei 100 farfalla ha piazzato il miglior tempo assoluto, 50″47, lasciandosi alle spalle Kristof Milak con 50″81 e lo stesso Maxime Grousset con 51″03.
Il percorso verso la finale era ancora aperto al momento della rilevazione.
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