Una vicenda dai contorni quasi incredibili arriva dal Brasile, dove una donna di 38 anni è riuscita a farsi accogliere in una famiglia facendo credere di essere una dodicenne in fuga da una situazione di abusi. Tutto è cominciato quando Amanda Maria Souza de Oliveira si è presentata a un pastore di una chiesa protestante di Joinville, nel nord dello Stato di Santa Catarina, raccontando inizialmente di avere 18 anni. Solo in un secondo momento la sua storia è cambiata: si è trasformata in quella di una bambina di appena 12 anni, vittima di abusi da parte del padre biologico, costretta a prostituirsi e a assumere ormoni che la facevano apparire più adulta. Una narrazione toccante che le ha permesso di conquistare la fiducia dell’intera comunità religiosa, fino a farsi accogliere in casa da una coppia di coniugi.
Quattordici mesi da “Gabriele”: ciucci, biberon e una stanza rosa da bambina
Con il nome fittizio di Gabriele, la donna ha vissuto per 14 mesi come figlia adottiva, recitando senza sosta la parte della bambina bisognosa di protezione. I genitori adottivi le avevano allestito una stanza tutta sua, dipinta di rosa e arredata con oggetti tipicamente infantili. Amanda mostrava paura di dormire da sola, usava biberon e ciucci, chiedeva spesso alla madre adottiva di essere messa a letto e aveva persino camuffato la propria voce per renderla più simile a quella di una bambina. Aveva inoltre convinto la coppia a non iscriverla a scuola e a non avviare alcuna procedura di adozione formale, sostenendo che il padre violento sarebbe altrimenti riuscito a rintracciarla.
I sospetti, l’arresto e i precedenti in altri Stati
I primi dubbi sono emersi a fine maggio, quando alcuni comportamenti della presunta dodicenne hanno iniziato ad apparire incongruenti agli occhi della famiglia. Una serie di ricerche online ha fatto emergere notizie su un caso molto simile avvenuto in passato, spingendo la coppia a rivolgersi alle autorità. Le indagini hanno rapidamente svelato la vera identità della donna, riportando alla luce numerosi precedenti penali in altri Stati del Brasile: secondo la ricostruzione del quotidiano O Globo, prima di arrivare a Joinville Amanda aveva già messo in scena lo stesso copione a Rio de Janeiro e Nova Iguaçu, sempre spacciandosi per una dodicenne in fuga da una rete di sfruttamento. Amanda è stata arrestata a giugno e, dopo una perizia psichiatrica disposta dal tribunale, è stata giudicata idonea a sostenere il processo.
La condanna per frode e furto d’identità
Il caso si è concluso nelle scorse settimane con una condanna. Amanda Maria Souza de Oliveira è stata riconosciuta colpevole di frode e furto d’identità nello Stato di Santa Catarina, con una pena fissata in un anno, 6 mesi e 10 giorni di reclusione per il reato di frode, a cui si aggiungono 4 mesi e 18 giorni di detenzione per l’accusa di falsa identità. Ulteriori accuse di presunte frodi risultano pendenti anche nello Stato del Paraná.
Il suo avvocato, Lucio Sousa, ha dichiarato che la donna ha ammesso di essersi spacciata per una bambina ma respinge l’accusa di truffa: secondo la difesa, si è trattato semplicemente del modo che aveva trovato per sopravvivere, essendo una persona vulnerabile da oltre vent’anni e avendo vissuto in strada, senza che vi sia stato alcun beneficio economico o danno finanziario per le famiglie coinvolte. La difesa ha già annunciato l’intenzione di presentare ricorso contro la sentenza.
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