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Mancano quasi due mesi a Natale, ma a Rio de Janeiro la stagione delle feste è già iniziata. Martedì 3 novembre, di mattina, i 55 diplomati della Escola de Papai Noel do Brasil si sono ritrovati ai piedi del Cristo Redentore, la statua simbolo della città, per festeggiare la fine del corso.
La cerimonia è stata una festa in piena regola. I nuovi Babbi Natale sono saliti sul trenino del Corcovado in costume rosso e barba bianca, cantando canzoni natalizie per tutto il tragitto. Arrivati in cima hanno fatto a piedi gli ultimi gradini fino al santuario. Lì un sacerdote ha impartito la benedizione e sono stati consegnati i diplomi. Non c’erano solo costumi tradizionali: alcuni neodiplomati avevano scelto versioni a tema, da cuoco, surfista, turista e giardiniere. È il segno di un mercato in cui anche Babbo Natale si adatta a ciò che chiede il committente.
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La regola d’oro: la barba deve essere vera
Il costume rosso non basta per entrare in questa scuola. Il corso è gratuito e si rivolge agli uomini dai 50 anni in su con capelli e barba naturalmente bianchi o grigi. Niente barbe finte. La ragione è pratica: «I bambini possono provare a tirare la barba, quindi deve essere naturale», ha spiegato più volte il fondatore. La scuola precisa che il requisito arriva dai clienti, cioè centri commerciali, negozi e aziende che assumono i Babbi Natale.
La soglia dei 50 anni ha anche un altro motivo. A quell’età quasi tutti i candidati hanno già nipoti, figli o nipotini, e quindi sanno come comportarsi con i più piccoli. Le domande sono tante e i posti pochi. Le iscrizioni si aprono online ogni anno il 10 settembre e circa 200 persone si contendono una cinquantina di posti. La selezione prevede una fase digitale e una in presenza.
Cosa si studia per diventare Babbo Natale
Diventare un Babbo Natale professionista richiede impegno. Il corso si svolge a ottobre, per quattro martedì pomeriggio, al Centro Municipale delle Arti Calouste Gulbenkian, in Praça XI, nel centro di Rio. Il programma comprende:
- recitazione e improvvisazione, per affrontare qualsiasi imprevisto;
- dizione e postura, perché Babbo Natale deve parlare in modo chiaro e muoversi con calma;
- trucco, costume e cura della barba, che deve essere sempre in ordine;
- canto, con un insegnante dedicato al repertorio natalizio, perché i clienti chiedono spesso una canzone e molte visite cominciano con «Noite Feliz», la versione brasiliana di Astro del ciel;
- Libras (la lingua dei segni brasiliana), insieme a moduli sull’inclusione per comunicare anche con i bambini sordi;
- incontri con psicologi sulla gestione delle situazioni più delicate.
Le domande difficili dei bambini
La parte più umana del corso riguarda le domande che i bambini fanno davvero. Le liste dei desideri sono spesso lunghissime e non tutto si può regalare. La regola però è che nessun bambino deve andare via senza una risposta.
Ci sono anche indicazioni precise. Se un bambino chiede a Babbo Natale come si chiama, lui non deve mai dire il suo vero nome: risponde che è Papai Noel, e basta. Poi ci sono i casi più dolorosi. Se un bambino dice che al posto del giocattolo vuole indietro il papà o la mamma, il Babbo Natale deve prima parlare con l’adulto che lo accompagna e capire la situazione, perché quel genitore potrebbe essere in carcere o non essere più in vita.
Tra le storie raccontate dalla scuola c’è quella di un bambino di 10 anni che chiedeva una bicicletta. Non era un capriccio: gli serviva per aiutare la madre a consegnare le marmitas, i pasti pronti che lei vendeva, e farla stancare meno. Lo staff si è dato da fare per esaudire il desiderio.
Il codice di comportamento: niente vizi a novembre e dicembre
Babbo Natale deve «vivere il personaggio». Per questo la scuola chiede ai suoi allievi di rinunciare ai vizi, come fumo e alcol, per tutta la stagione di lavoro. Un Babbo Natale che sa di sigaretta o di birra non fa una bella figura con le famiglie e rischia di perdere i contratti. Serve anche una vera predisposizione: bisogna amare i bambini e saperci stare insieme.
Quanto guadagna un Babbo Natale in Brasile
Il ruolo è prima di tutto un lavoro stagionale, e per molti è un’entrata importante. I guadagni si concentrano in circa due mesi all’anno e variano molto in base ai contratti. Secondo il fondatore della scuola, un Babbo Natale che lavora dai 30 ai 50 giorni in un centro commerciale può guadagnare tra i 10 e i 15mila reais, e anche di più. Le singole visite a domicilio o agli eventi costano dai 300 a oltre mille reais. Chi riempie l’agenda supera i 20mila reais a fine stagione. Le gallerie commerciali più piccole assumono invece per periodi più brevi, da 10 a 15 giorni.
C’è anche una spesa iniziale. Per presentarsi come vogliono i committenti servono almeno 3mila reais tra stivali, occhiali, guanti, cintura e accessori. Un costume di lusso può costare ancora di più. La scuola però presta i costumi e fa anche da agenzia: invia i curricula dei diplomati ai centri commerciali, organizza le agende e trattiene una percentuale sui compensi. È così che si mantiene, visto che il corso non costa nulla agli allievi. Alcuni Babbi Natale lavorano in questo modo da 15 o 20 anni.
Chi sono i nuovi Babbi Natale
Dietro la barba ci sono storie molto concrete. La maggior parte degli iscritti sono pensionati o disoccupati. Alcuni lo fanno per divertimento, magari per giocare a fare Babbo Natale con i nipoti. Molti altri hanno bisogno di arrotondare e trovano lavoro nei centri commerciali, negli ospedali, nelle scuole, nelle aziende, alle feste private e negli spot pubblicitari.
C’è anche chi torna in aula per migliorare. È il caso del camionista Marinezio Teixeira de Oliveira, che ha seguito il corso per ottenere un secondo attestato. I diplomati arrivano da tutto il Brasile, da San Paolo al Minas Gerais, dal Paraná al Rio Grande do Sul, e qualcuno anche dall’estero. Una volta al mese si collegano in videochiamata per raccontarsi come si festeggia il Natale nelle rispettive regioni. Durante la pandemia di Covid-19 le lezioni si sono spostate online, e questo ha permesso di partecipare anche a molti anziani lontani da Rio.
Babbo Natale ai tropici
C’è poi una sfida che nessun corso può eliminare del tutto: il clima. In Brasile il Natale cade in piena estate australe, con temperature che a Rio superano spesso i 35 gradi. Indossare giacca di velluto, stivali, guanti e barba folta sotto il sole carioca è una prova di resistenza. Postura, gestione delle energie e costumi adatti al caldo diventano quindi competenze professionali vere e proprie.
La storia: un attore che non tornò più e uno scantinato a Vila Isabel
L’origine della scuola è curiosa. Nel 1993 Limachem Cherem, nome d’arte di Sebastião Benedito Cherem, attore, regista, autore e clown conosciuto come Palhaço Cherem, lavorava nel teatro per ragazzi. Aveva circa trent’anni quando gli chiesero di sostituire un collega malato che faceva Babbo Natale in uno spettacolo. Non aveva mai interpretato il personaggio: indossò una barba finta e provò il suo primo «Oh oh oh». «L’attore non tornò più», ha raccontato. Cherem tenne il ruolo e da quel momento cominciarono ad arrivare inviti per consegnare regali e visitare le scuole.
Con l’attore Conrado Freitas, morto nel 2010, Cherem teneva già un corso di teatro per anziani. Insieme alla moglie, la costumista Fátima Tavares Cherem, che ancora oggi cura i costumi degli allievi, lo trasformarono in un corso per Babbi Natale. Le prime lezioni si tennero nello scantinato della casa di Cherem a Vila Isabel, quartiere della zona nord di Rio. Cherem racconta divertito che gli aspiranti Babbi Natale erano più alti di lui, che è alto un metro e sessantadue, e dovevano stare piegati per non sbattere la testa contro il soffitto. Già dal secondo anno la scuola si spostò in una sala in affitto in centro. Oggi anche la figlia di Cherem lavora nella scuola come produttrice culturale.
Da uno scantinato a oltre mille diplomati
I numeri raccontano la crescita. In 33 anni sono passati dalla scuola più di mille Babbi Natale. Dal 2010 la scuola forma anche le Noeletes, ragazze tra i 18 e i 25 anni che fanno da assistenti di Babbo Natale: finora sono state circa 300. Gestiscono la fila, si occupano dei bambini, aiutano con le foto e fanno rispettare una regola precisa: i bambini sopra i 7-8 anni non si siedono in braccio a Babbo Natale. La scuola invece non forma Mamme Natale, anche se in qualche caso, su richiesta del cliente, ne ha mandata qualcuna al posto di un Babbo Natale.
La missione: “Pace, amore e abbracci”
Per Cherem il ruolo va oltre i regali. Considera tutti i Babbi Natale usciti dalla scuola come suoi figli e definisce questo mestiere «una nuova finestra sul mondo del lavoro» per chi ha superato una certa età. Lui stesso fa Babbo Natale da oltre trent’anni. Racconta di aver passato ogni 25 dicembre a consegnare regali, raccolti durante l’anno, ai bambini dei quartieri periferici di Rio. In un’intervista ha riassunto la missione di Babbo Natale così: portare
Domande frequenti
Che cos’è la Escola de Papai Noel do Brasil?
È una scuola gratuita di Rio de Janeiro, fondata nel 1993 da Limachem Cherem, Conrado Freitas e Fátima Tavares Cherem, che forma uomini per lavorare come Babbo Natale.
Quali sono i requisiti per iscriversi?
Bisogna avere almeno 50 anni e barba e capelli naturalmente bianchi o grigi. Ogni anno circa 200 candidati si contendono una cinquantina di posti.
Cosa si studia?
Recitazione, improvvisazione, dizione, postura, trucco, costume, cura della barba, canto, lingua dei segni brasiliana e gestione delle situazioni delicate con l’aiuto di psicologi.
Quanto guadagna un Babbo Natale in Brasile?
In un centro commerciale, per 30-50 giorni di lavoro, tra 10 e 15mila reais e anche di più. Le singole visite vanno dai 300 a oltre mille reais.
Chi sono le Noeletes?
Sono le assistenti di Babbo Natale, ragazze tra i 18 e i 25 anni che gestiscono la fila, i bambini e le foto. La scuola ne ha formate circa 300 dal 2010.
Letto su cosedellaltromondo.it — https://www.cosedellaltromondo.it/scuola-babbo-natale-rio-de-janeiro-55-diplomati-cristo-redentore/

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