Menu
La spada nella roccia di San Galgano conficcata nel masso, sotto una teca trasparente, all'interno della Rotonda di Montesiepi

La spada nella roccia esiste davvero ed è in Toscana: la storia di San Galgano

La spada nella roccia non è solo leggenda arturiana: l’unico esemplare medievale documentato è a San Galgano, in Toscana. Cosa hanno trovato le analisi scientifiche.

Cose dell'Altro Mondo 1 settimana fa 0

La spada nella roccia esiste davvero e non si trova in Inghilterra. L’unico esemplare reale e storicamente collocato è conficcato in un masso dentro una piccola cappella circolare della Toscana, alla Rotonda di Montesiepi, nel comune di Chiusdino, in provincia di Siena. Risale al XII secolo e la tradizione la lega a un cavaliere, Galgano Guidotti, non a Re Artù.

Chi arriva fin lassù trova una lama di ferro che spunta da una roccia, protetta oggi da una teca trasparente. L’immagine ricorda da vicino la scena più nota del ciclo arturiano, ma la storia che la accompagna è diversa e, soprattutto, radicata in una vicenda documentata.

Chi era Galgano Guidotti

Secondo la tradizione, Galgano Guidotti era un giovane cavaliere di Chiusdino dalla vita mondana e violenta. Dopo una conversione, intorno al 1180 avrebbe deciso di abbandonare le armi e ritirarsi a vita eremitica proprio sulla collina di Montesiepi. Il gesto simbolico sarebbe stato quello di piantare la propria spada nella roccia, trasformando l’arma in una croce davanti a cui pregare.

Galgano morì poco dopo, e la sua figura fu riconosciuta come santa in tempi rapidissimi per l’epoca. Attorno alla cappella che custodisce la spada venne poi costruita, nel secolo successivo, la grande abbazia cistercense di San Galgano, oggi celebre per la chiesa senza tetto a poca distanza dalla Rotonda.

La navata a cielo aperto dell'abbazia cistercense di San Galgano senza tetto, con gli archi in pietra e l'abside sullo sfondo, a Chiusdino
La chiesa senza tetto dell’abbazia cistercense di San Galgano, a Chiusdino (Siena). Foto: Alessandro Corsoni via Wikimedia Commons, CC BY 2.0

Va detto con chiarezza: il legame tra la spada e la persona di Galgano appartiene alla tradizione religiosa e agli atti del processo di canonizzazione, non a una prova materiale. È la cornice storica della reliquia, non un dato misurato in laboratorio.

Cosa dicono davvero le analisi scientifiche

Qui nasce l’equivoco più diffuso. Spesso si legge che la spada sarebbe stata datata “al radiocarbonio”, ma il metodo del carbonio-14 funziona solo sulla materia organica e non può datare un metallo.

Lo studio di riferimento è quello condotto nel 2001 da un gruppo coordinato dal chimico Luigi Garlaschelli, dell’Università di Pavia, con collaboratori di altri atenei. L’analisi della composizione del metallo e dello stile dell’arma ha portato a una conclusione netta su un punto: la spada è antica e compatibile con una fattura del XII secolo, e non emergono elementi che facciano pensare a un falso di epoca recente.

La datazione al carbonio-14, invece, è stata applicata ad altro. Nella cappella si conservano dei resti mummificati, legati alla leggenda, e proprio su quel materiale organico l’esame ha indicato un’antichità di diversi secoli, compatibile con il periodo. Tenere separate le due cose, il metallo della spada e i resti analizzati con il C-14, è il modo corretto di leggere la vicenda.

Il risultato, insomma, non “dimostra” che quella sia la spada di Galgano. Dimostra qualcosa di più sobrio e comunque notevole: che si tratta di un manufatto medievale autentico, coerente con l’epoca in cui la tradizione colloca la storia.

Il mistero sotto la roccia

Le stesse indagini hanno riservato una sorpresa che alimenta ancora le ipotesi. Un rilievo con il georadar ha individuato, sotto il pavimento della Rotonda, una cavità con un’anomalia compatibile per forma e dimensioni con un altare o un sarcofago.

Nessuno, al momento, ha accertato cosa contenga davvero quello spazio. L’ipotesi di una sepoltura è suggestiva e circola da anni, ma resta un’anomalia strumentale da verificare, non un ritrovamento confermato. È il punto in cui la storia smette di parlare per fatti e torna, legittimamente, nel territorio delle domande aperte.

Perché somiglia alla leggenda di Re Artù

Resta la coincidenza più affascinante. La spada di San Galgano viene collocata attorno al 1180, mentre i primi racconti arturiani con la spada estratta da una pietra, in particolare l’opera di Robert de Boron, si diffondono pochi anni dopo, a cavallo del 1200.

Alcuni studiosi hanno avanzato l’ipotesi che la vicenda toscana, con la sua rapida fama, possa aver influenzato il motivo letterario della spada nella pietra. È una lettura interessante, ma va presa per quello che è: una proposta interpretativa, non una filiazione provata. Anche su questo, la prudenza conta più della suggestione.

Domande frequenti

La spada nella roccia di San Galgano è autentica?

Le analisi del 2001 coordinate da Luigi Garlaschelli indicano che si tratta di un manufatto antico, compatibile con il XII secolo e privo di segni di un falso moderno. La scienza conferma quindi l’autenticità medievale dell’oggetto, ma non prova che appartenesse personalmente a Galgano Guidotti.

Che rapporto c’è tra San Galgano e la leggenda di Re Artù?

La spada toscana è datata attorno al 1180, mentre i racconti arturiani con la spada nella pietra si diffondono pochi anni dopo. Alcuni studiosi ipotizzano un’influenza della vicenda italiana sul motivo letterario, ma si tratta di un’ipotesi di ricerca, non di un collegamento storicamente dimostrato.

Come si visita la Rotonda di Montesiepi?

La cappella di Montesiepi si trova a Chiusdino, in provincia di Siena, a breve distanza dalla più nota Abbazia di San Galgano con la sua chiesa senza tetto. La spada è esposta all’interno della Rotonda, protetta da una teca. L’accesso è gestito dal sito, con orari variabili secondo la stagione.

5/5 - (1 voto)

🌍 Le notizie di Cose dell'Altro Mondo direttamente sul tuo telefono

Iscriviti al nostro canale WhatsApp o Telegram — gratis, senza spam, puoi uscire quando vuoi.

Scritto da

La redazione di Cose dell'Altro Mondo è il collettivo di voci dietro il magazine. Giornalisti, redattori e appassionati uniti da una convinzione: che ogni giorno ci sia almeno una storia capace di sorprendere. La cerchiamo, la verifichiamo e la raccontiamo.

Lascia un commento

Rispondi