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Corpo dopo la morte

Cosa succede davvero nel corpo dopo la morte

Giulia Ferretti 2 mesi fa 0 195

Cosa accade davvero nel corpo umano quando il cuore si ferma? Il silenzio che segue la morte è solo apparente.
A livello cellulare inizia un processo complesso e preciso. Una sequenza di eventi biologici che la scienza ha studiato nel dettaglio.

Quando il cuore smette di battere e la respirazione si arresta l’intero organismo entra in una nuova fase. La circolazione del sangue si ferma e l’ossigeno non raggiunge più i tessuti. Da questo momento il corpo non è immobile. Al contrario, avvia una serie di trasformazioni rapide e progressive.

Nei primi istanti dopo la morte le cellule iniziano un processo chiamato autolisi. In termini semplici si auto-digeriscono. Il cervello, privato di ossigeno, si spegne ma prima registra un ultimo e misterioso picco di attività elettrica che ancora oggi non ha una spiegazione definitiva.

Da quel momento in poi prende forma una vera e propria sequenza biologica. Rigidità cadaverica, proliferazione batterica, fermentazione dei tessuti, produzione di gas e infine putrefazione. Anche dopo la morte alcune cellule continuano a funzionare e alcuni geni restano attivi per oltre quattordici ore.

Minuto dopo minuto il corpo umano rivela una meccanica di decomposizione tanto ordinata quanto impressionante. È un processo regolato da chimica, microbiologia e fisiologia.

Il momento della morte: cosa accade subito

La morte clinica inizia quando cuore e respirazione si arrestano. Uno provoca l’altro. Con la cessazione del battito si interrompe anche la circolazione sanguigna.

Il sangue non trasporta più ossigeno e nutrienti. Tutti gli organi iniziano a soffrire quasi immediatamente. Il cervello è il primo a risentirne.

30 secondi dopo la morte: il cervello si spegne

Trenta secondi dopo l’arresto cardiaco il corpo entra in modalità di risparmio energetico. Le cellule interrompono progressivamente la loro attività.

Non avviene più la comunicazione tra i neuroni. L’attività elettrica cerebrale scompare e la persona perde coscienza.

Subito dopo però si verifica un ultimo fenomeno inatteso. I neuroni escono dallo stato di inibizione e rilasciano tutta l’energia accumulata. Questo si manifesta come un improvviso picco di attività elettrica cerebrale.

4–5 minuti dopo la morte: inizia l’autolisi

Dopo pochi minuti senza ossigeno le cellule di tutto il corpo iniziano a degradarsi. All’interno accumulano anidride carbonica che rende l’ambiente sempre più acido.

Questa acidità rompe le membrane che contengono enzimi digestivi. Una volta liberati gli enzimi iniziano a digerire le cellule dall’interno. È il processo di autolisi.

Nel sistema nervoso centrale la decomposizione dei neuroni provoca danni irreversibili al cervello.

IMMAGINE

30 minuti dopo la morte: cedono gli organi

Con la morte delle cellule gli organi iniziano a cedere uno dopo l’altro. Il primo è il fegato perché è particolarmente ricco di enzimi digestivi.

Seguono il pancreas e i reni. Ogni organo perde progressivamente la propria funzione strutturale.

1 ora dopo la morte: il corpo si raffredda

La temperatura corporea comincia a diminuire. In media scende di circa 1 grado Celsius all’ora nelle prime ventiquattro ore fino a raggiungere la temperatura dell’ambiente circostante.

Questo processo è noto come algor mortis ed è uno dei parametri utilizzati in medicina legale.

2 ore dopo la morte: rigidità cadaverica

Il calcio, essenziale per la contrazione muscolare, si accumula nelle cellule perché non viene più eliminato. I muscoli iniziano a irrigidirsi.

La rigidità compare prima nella nuca, nelle palpebre e nella mandibola. Poi si estende gradualmente a tutto il corpo nel corso di circa dodici ore.

7 ore dopo la morte: i geni continuano a funzionare

Secondo uno studio pubblicato su Nature Communications, nelle cellule ancora vitali alcuni geni mostrano un aumento dell’attività.

Producono proteine legate allo stress cellulare o al trasporto dell’ossigeno. Questo fenomeno può continuare fino a quattordici ore dopo la morte.

12 ore dopo la morte: i segni visibili

Il sangue scende verso le parti più basse del corpo per effetto della gravità. La pelle assume colorazioni bluastre o violacee. È la lividità cadaverica.

La disidratazione fa retrarre la pelle creando l’illusione che le unghie crescano ancora. Negli uomini gli spermatozoi possono restare vivi fino a trentasei ore dopo la morte.

36 ore dopo la morte: inizia la putrefazione

I batteri presenti nel corpo, soprattutto nell’intestino, non sono più controllati dal sistema immunitario. Iniziano ad attaccare il sistema digestivo.

Successivamente raggiungono fegato, milza, cuore e infine il cervello. In circa cinquantotto ore colonizzano tutti gli organi.

Questo processo è la putrefazione. I batteri producono gas che gonfiano l’addome, sollevano la pelle e rendono il volto tumefatto. Il corpo assume una colorazione verdastra. La rigidità scompare e il cadavere diventa flaccido.

17 giorni dopo la morte: alcune cellule resistono

Uno studio del 2012 pubblicato su Nature Communications mostra che alcune cellule staminali muscolari sono ancora vive.

Hanno ridotto il metabolismo al minimo e riescono a sopravvivere per oltre due settimane dopo la morte.

Corpo dopo la morte
Corpo dopo la morte

1 mese dopo la morte: resta lo scheletro

I vermi possono digerire fino al 60 per cento di un corpo non protetto dalle mosche già nella prima settimana. Lo scheletro inizia a emergere.

All’interno di una bara la decomposizione è molto più lenta e può richiedere anche una decina di anni.

2 anni dopo la morte: il destino delle ossa

Se restano esposte in superficie le ossa si riducono in polvere. Se invece sono sepolte possono conservarsi per milioni di anni.

Lo sapevi che…

  • Il cervello registra un ultimo picco elettrico dopo la morte
  • Alcuni geni restano attivi per ore
  • La rigidità cadaverica non è immediata
  • I batteri intestinali guidano gran parte della decomposizione

FAQ – Le domande più cercate

Il corpo sente dolore dopo la morte?
No. La perdita di coscienza avviene rapidamente.

Il cervello resta attivo dopo il cuore fermo?
Sì per pochi secondi con un ultimo picco elettrico.

Perché il corpo si gonfia?
Per i gas prodotti dai batteri durante la putrefazione.

Le unghie crescono davvero dopo la morte?
No. È la pelle che si retrae.

Le ossa possono durare milioni di anni?
Sì se sono sepolte in condizioni favorevoli.


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