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Un vigneto in autunno con le foglie gialle e la nebbia che si alza tra le colline

Estate di San Martino 2026: esiste davvero? Cosa dicono cinquant’anni di dati meteo

L’estate di San Martino dura davvero «tre giorni e un pochino»? Cinquant’anni di misure a Varese raccontano un’altra storia e un’analisi del 2012 sulle stazioni italiane rileva in media solo pochi giorni più miti e meno piovosi.

Cose dell'Altro Mondo 2 ore fa

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Prima che arrivi il freddo vero, quello che mette alla prova anche cuore e circolazione, novembre regala spesso qualche giornata di sole e tepore. È l’estate di San Martino, legata all’11 novembre: nel 2026 la festa del santo cade di mercoledì. Il proverbio dice che «dura tre giorni e un pochino». La domanda è semplice: succede davvero o è solo una bella storia?

La risposta dei dati è meno romantica del detto. Ma non chiude del tutto la porta.

Che cos’è l’estate di San Martino e da dove viene il nome

Secondo Wikipedia è un periodo autunnale in cui, dopo i primi freddi, tornano bel tempo e un relativo tepore. Nell’emisfero nord cade all’inizio di novembre. Nell’emisfero sud, invece, si osserva tra fine aprile e inizio maggio.

Il nome di estate di San Martino arriva dalla leggenda di Martino di Tours. Il futuro santo avrebbe diviso il suo mantello con un mendicante che soffriva il freddo. Subito dopo il cielo si sarebbe schiarito e la temperatura si sarebbe fatta più mite, come se fosse tornata l’estate. Il Centro Geofisico Prealpino di Varese ne racconta una versione più lunga: tre gesti di carità in tre giorni e ogni volta il ritorno del sole. Da qui i «tre giorni e un pochino».

Il fenomeno ha un nome anche altrove. Nei paesi anglosassoni si parla di Indian summer, in russo di Bab’e leto e nella Svizzera tedesca di Altweibersommer.

Cosa succede in atmosfera

La spiegazione meteorologica più citata è l’espansione di un’area di alta pressione. Come spiega Geopop, un anticiclone dalle Azzorre o talvolta dal Nord Africa si allunga verso l’Europa meridionale e porta qualche giorno stabile e mite in pieno autunno.

Un’analisi di Sante Barbano pubblicata da InMeteo nel 2012 ha esaminato più di 50 anni di dati di stazioni distribuite in tutta Italia. Secondo l’analisi, a inizio novembre si formano più spesso configurazioni anticicloniche, con temperature in aumento e meno piogge. Ma l’oscillazione si esaurisce in pochi giorni. Per questo, scrive l’autore, l’estate di San Martino «non risulta apprezzabile dal punto di vista sinottico». Quello che si vede bene nei dati è soprattutto il calo delle precipitazioni.

Il caso di Varese: cinquant’anni di misure

Il Centro Geofisico Prealpino ha messo alla prova il proverbio con le serie storiche di Varese. Negli ultimi 50 anni la temperatura media della prima decade di novembre è di 8,9 gradi. Nella seconda decade scende a 6,9 gradi. Nei tre giorni del 10, 11 e 12 novembre la media è di 8,1 gradi: appena due decimi sopra il valore atteso di 7,9 gradi.

Una differenza così piccola, con una deviazione standard di 2,2 gradi, non è statisticamente significativa. La conclusione del Centro è netta: la leggenda del giorno di San Martino «è, appunto, solo una leggenda».

Anche il cielo racconta poco sole. Nei giorni di San Martino a Varese le giornate soleggiate sono il 34% dei casi. Quelle coperte sono il 46%, in parte con pioggia (34% dei casi). Novembre, ricorda il Centro, è tra i mesi più piovosi dell’anno, con 145 millimetri di pioggia in media. Il record giornaliero risale all’11 novembre 1976, con 65 millimetri.

Anni da estate e anni da inverno

La serie di Varese mostra quanto l’estate di San Martino possa cambiare da un anno all’altro. Nel 2011 il proverbio è stato rispettato: tre giornate soleggiate e miti, con massime fino a 16 gradi. Nel 2012 sono arrivate invece piogge abbondanti il 10 e l’11 novembre. Nel 2016 è caduta un po’ di neve al Campo dei Fiori e a Varese la minima del 10 novembre è scesa a meno 1 grado. Il 2018 è stato molto mite, 3,7 gradi sopra la media. È stato però anche piovoso.

Secondo Geopop, negli ultimi anni questo tipo di circolazione si presenterebbe con più frequenza. Mancano però studi che lo confermino. In ogni caso non è un appuntamento fisso sul calendario.

Vino nuovo, castagne e traslochi: le tradizioni

Più che un fenomeno meteo garantito, l’estate di San Martino è un pezzo di cultura popolare. Secondo Wikipedia in quei giorni si aprivano le botti per il primo assaggio del vino nuovo, insieme alle prime castagne. Si rinnovavano anche i contratti agricoli annuali: da qui il modo di dire «fare San Martino», cioè traslocare.

Il periodo è entrato anche in letteratura. Giosuè Carducci gli ha dedicato la poesia «San Martino». Giovanni Pascoli ne ha colto il lato fugace e illusorio in «Novembre».

Domande frequenti

Quando cade l’estate di San Martino nel 2026?

La festa di San Martino è l’11 novembre e nel 2026 cade di mercoledì. L’eventuale parentesi di bel tempo si colloca intorno a quella data. Non ha però giorni fissi.

Quanto dura l’estate di San Martino?

Il proverbio dice «tre giorni e un pochino». Secondo l’analisi pubblicata da InMeteo nel 2012 l’oscillazione di inizio novembre si esaurisce in pochi giorni.

L’estate di San Martino esiste davvero?

A Varese, nei 50 anni analizzati dal Centro Geofisico Prealpino, le temperature del 10, 11 e 12 novembre non sono significativamente più alte del previsto. A livello nazionale l’analisi su InMeteo rileva a inizio novembre più configurazioni anticicloniche e meno piogge. Durano però pochi giorni.

Perché si chiama così?

Per la leggenda di Martino di Tours, che divise il mantello con un mendicante: subito dopo, racconta la tradizione, il cielo si schiarì e tornò il caldo.

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