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Una penna preriempita di Ozempic (semaglutide) da 3 ml con etichetta in cinese appoggiata su un piano grigio

Ozempic e GLP-1, il lato B che pochi raccontano: studi li associano a unghie che si staccano e caduta dei capelli

Due studi presentati al congresso EADV 2026 associano i farmaci GLP-1 a più problemi di unghie e capelli. Secondo i ricercatori non dipende solo dal dimagrimento, ma gli autori invitano a non sospendere le terapie di propria iniziativa.

Teresa Pitrola 5 ore fa 0

Pubblicato il

In pochi anni nomi come Ozempic, Wegovy e Mounjaro sono passati dai foglietti illustrativi alle conversazioni da bar. Spesso, però, vengono percepiti come una scorciatoia per dimagrire senza fatica. Si tratta degli agonisti del GLP-1, molecole come semaglutide e tirzepatide che imitano gli ormoni naturali prodotti dall’intestino. Stimolano il pancreas a rilasciare insulina dopo i pasti, rallentano lo svuotamento dello stomaco e agiscono sul cervello riducendo la fame.

La “mania” si legge nei numeri. Secondo il bilancio di Eli Lilly, la tirzepatide ha fatturato 36,5 miliardi di dollari nel 2025. Nello stesso anno, secondo il bilancio di Novo Nordisk, le vendite dell’azienda per l’obesità sono salite a 82,3 miliardi di corone danesi.

Nel frattempo anche le istituzioni sanitarie hanno cambiato passo. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, nel 2022 una persona su otto al mondo conviveva con l’obesità. A dicembre 2025 l’OMS ha pubblicato le prime linee guida che raccomandano, con alcune condizioni, le terapie GLP-1 contro l’obesità.

Il boom arrivato anche in Italia

Il nostro Paese non è rimasto a guardare. Le confezioni di semaglutide acquistate a spese del cittadino sono passate da circa 29.700 nel 2020 a oltre 326.000 nel 2024, con un aumento del 78,4% rispetto al 2023. Per questo a maggio 2026 l’Agenzia italiana del farmaco ha pubblicato una guida per un uso consapevole. Il documento mette in guardia dall’uso improprio, dall’autosomministrazione e dal “fai da te”. L’AIFA segnala anche che in Europa sono state trovate penne falsificate vendute come Ozempic attraverso canali illegali, ma precisa che non sono entrate nella filiera legale italiana.

Il lato B: cosa dicono i due studi presentati a Vienna

In questo clima di entusiasmo arrivano due ricerche che accendono i riflettori su effetti meno noti di questi farmaci. Gli studi sono stati presentati al congresso dell’Accademia Europea di Dermatologia e Venereologia (EADV), che si è svolto a Vienna dal 30 settembre al 3 ottobre. C’è anche un pezzo di Italia: la prima autrice dello studio sulle unghie è Bianca Maria Piraccini.

I ricercatori hanno messo a confronto 575 persone che usavano farmaci GLP-1 con 1.329 persone con obesità, diabete di tipo 2 o entrambi che non li avevano mai presi. I partecipanti provenivano da Francia, Stati Uniti, Brasile e Messico. Secondo gli autori è il primo studio controllato dedicato agli effetti di questi farmaci sulla salute delle unghie. Il dermatologo Charles Taïeb, uno degli autori, ha spiegato che finora i cambiamenti alle unghie legati ai GLP-1 erano “essenzialmente aneddotici”.

Unghie: il distacco è quattro volte più frequente

I numeri sono significativi. Il 66% degli utilizzatori ha riferito almeno un disturbo alle unghie, contro il 53% del gruppo di confronto. Il distacco dell’unghia è stato segnalato dal 39% degli utilizzatori e dal 9% dei non utilizzatori, cioè con una frequenza oltre quattro volte superiore. Anche le alterazioni del colore erano più diffuse: 46% contro 17%.

L’onicolisi, contata a parte (49% contro 30%), secondo l’American Academy of Dermatology si verifica quando l’unghia si solleva dal letto ungueale e la parte sollevata appare spesso biancastra. Quel 39% di distacchi, però, non significa che quattro utilizzatori su dieci abbiano perso completamente le unghie.

Proprio il distacco ha colpito i ricercatori. Per questo il gruppo ipotizza che, oltre ai cambiamenti metabolici e nutrizionali, possa esserci anche un effetto diretto del farmaco e ritiene necessari nuovi studi.

Capelli e cuoio capelluto: non solo caduta

Lo studio “gemello”, condotto sugli stessi partecipanti, si è concentrato sui capelli. Una caduta insolita è stata riferita dal 50% degli utilizzatori contro il 34% dei non utilizzatori. La perdita di volume o densità ha riguardato il 42% contro il 19%. La caduta iniziata dopo l’avvio della terapia era più che doppia (26% contro 12%) e l’arrossamento del cuoio capelluto era circa tre volte più frequente.

Il dettaglio più interessante riguarda proprio il cuoio capelluto. Tra gli utilizzatori del farmaco la caduta raramente era un sintomo isolato: nella maggior parte dei casi era accompagnata da prurito, arrossamento o desquamazione. Secondo il dermatologo Bruno Halioua, autore dello studio, ciò che accade sul cuoio capelluto potrebbe andare oltre la classica caduta dopo un rapido dimagrimento e coinvolgere una componente infiammatoria. Taïeb è stato ancora più esplicito: la spiegazione classica, il cosiddetto telogen effluvium da perdita di peso, “non prevede un cuoio capelluto infiammato”.

Non è solo questione di chili persi

È il punto che rende queste ricerche diverse da quanto si sapeva. Viene spontaneo pensare che unghie e capelli risentano semplicemente del dimagrimento rapido. Per le unghie, le differenze tra i due gruppi, però, sono rimaste significative anche analizzando solo i partecipanti che avevano perso peso. Taïeb ha ammesso che proprio questo dato ha sorpreso più di tutto il gruppo di ricerca: la sola perdita di peso non sembra sufficiente a spiegare il fenomeno.

Associazione non significa causa

Prima di guardare le proprie unghie con sospetto, è bene ricordare che questi studi hanno limiti chiari. Si tratta di ricerche osservazionali, presentate a un congresso come abstract e non ancora pubblicate su una rivista scientifica, e non possono dimostrare che i GLP-1 causino i disturbi rilevati. Circa la metà degli utilizzatori, inoltre, riferiva problemi alle unghie già prima di iniziare la terapia. I dati si basano su sintomi riferiti dai partecipanti, non su uno studio a lungo termine che li abbia seguiti dall’inizio del trattamento. Gli studi sono stati sostenuti dai laboratori Ducray (gruppo Pierre Fabre). Anche carenze nutrizionali e malattie della pelle preesistenti potrebbero aver influito sui risultati.

Dopo gli aggiustamenti statistici, alcune associazioni si sono attenuate. Il distacco e la discromia delle unghie sono comunque rimasti da due a tre volte più frequenti tra gli utilizzatori. C’è anche un altro aspetto da considerare: i dati diffusi non specificano quali farmaci GLP-1 assumessero i partecipanti, né forniscono risultati per singolo principio attivo. Per capire se questi cambiamenti dipendano dal trattamento, dal dimagrimento, da fattori nutrizionali o da altri meccanismi serviranno studi prospettici su gruppi più ampi.

Cosa fare se si notano cambiamenti

Il messaggio dei ricercatori è rassicurante. Halioua descrive questi disturbi come “frequenti, di solito benigni” e sottolinea che non sono un motivo per sospendere di propria iniziativa una terapia efficace. Chi nota una caduta di capelli, un cuoio capelluto arrossato o che prude, o cambiamenti alle unghie, dovrebbe parlarne con il medico invece di interrompere il trattamento. Taïeb segnala proprio questo rischio: unghie e capelli potrebbero spingere alcuni pazienti a smettere da soli.

Taïeb rivolge un invito ai medici: chiedere ai pazienti di capelli, cuoio capelluto e unghie prima di iniziare la terapia e durante i controlli, ed esaminarli nel tempo.

Cose che forse non sapevi su Ozempic

Qualche curiosità aiuta a orientarsi. Ozempic e Wegovy contengono lo stesso principio attivo, la semaglutide, ma con dosaggi diversi. Il primo nasce per il diabete, il secondo è pensato per l’obesità. In Italia Ozempic è rimborsato dal Servizio sanitario nazionale solo per il diabete di tipo 2, secondo la Nota AIFA 100.

La caduta dei capelli, inoltre, non è una scoperta di oggi: è un effetto dermatologico già più conosciuto di questi farmaci. La vera novità degli studi di Vienna, quindi, sono le unghie e l’ipotesi di una componente infiammatoria.

Un equilibrio da trovare

I farmaci GLP-1 restano tra le innovazioni più importanti degli ultimi anni nella lotta a diabete e obesità. Le ricerche presentate a Vienna non ne mettono in discussione i benefici, ma completano il quadro con un capitolo finora quasi ignorato. Ogni terapia ha il suo rovescio della medaglia. Conoscerlo permette a pazienti e medici di riconoscere i segnali, gestirli e decidere insieme. Senza panico, ma anche senza illusioni di miracoli a costo zero.

Domande frequenti

Ozempic può far staccare le unghie?

Uno studio presentato all’EADV 2026 ha rilevato il distacco dell’unghia nel 39% degli utilizzatori di farmaci GLP-1, contro il 9% dei non utilizzatori. Si tratta però di un’associazione: lo studio non dimostra che sia il farmaco a causarlo.

I farmaci GLP-1 fanno cadere i capelli?

Nello studio, una caduta insolita dei capelli è stata riferita dal 50% degli utilizzatori contro il 34% dei non utilizzatori. In molti casi era accompagnata da prurito o arrossamento del cuoio capelluto.

La caduta dei capelli dipende solo dal dimagrimento?

Secondo i ricercatori probabilmente no: per le unghie le differenze restano anche tra chi ha perso peso, e l’infiammazione del cuoio capelluto fa pensare a un meccanismo diverso dalla classica caduta dopo un rapido calo di peso.

Se noto questi problemi devo sospendere Ozempic?

Secondo gli autori, non va sospeso di propria iniziativa: definiscono questi cambiamenti frequenti e di solito benigni, e raccomandano di parlarne con il medico invece di interrompere la terapia da soli.

Che differenza c’è tra Ozempic e Wegovy?

Contengono lo stesso principio attivo, la semaglutide, ma a dosaggi diversi. Ozempic è indicato per il diabete di tipo 2, Wegovy per la gestione del peso.
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Scritto da

Teresa Pitrola è una firma della redazione di Cose dell'Altro Mondo. Firma contenuti di ogni genere per il magazine.

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