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Il gene del freddo

Il gene che alcune persone hanno e che le rende immuni al freddo

Teresa Pitrola 2 mesi fa 0

Tutti noi abbiamo certamente avuto modo di notare che alcune persone tollerano meglio il freddo.

Avviene grazie a una variante del gene ACTN3, nota come R577X, che causa la mancanza della proteina α-actinin-3 nei muscoli scheletrici. 

Questa mutazione colpisce circa una persona su cinque (circa 1,5 miliardi di individui nel mondo) e conferisce un vantaggio termogenico, permettendo di mantenere una temperatura corporea più alta con minor dispendio energetico. 

Non si tratta di vera “immunità”, ma di una ridotta percezione del freddo e minori brividi, grazie a un maggiore tono muscolare e attivazione di fibre lente.

Lo studio chiave del Karolinska Institut  

Lo studio principale, pubblicato nel 2021 sull’American Journal of Human Genetics, è stato condotto da ricercatori del Karolinska Institut di Stoccolma, in collaborazione con l’Università dello Sport Lituana. Sono stati testati 42 uomini immersi in acqua fredda a 14°C fino a 35,5°C di temperatura corporea, analizzando biopsie muscolari. 

I soggetti con la mutazione (genotipo XX) mostravano fibre muscolari lente più attive, che generano calore senza brividi intensi, risparmiando energia rispetto ai portatori del genotipo wild-type (RR o RX). 

Esperimenti su topi knockout (cioè da laboratorio e geneticamente modificati) hanno confermato il meccanismo, escludendo ipotetici ruoli del tessuto adiposo bruno. 

Le origini evolutive della mutazione 

La variante R577X è emersa oltre 50.000 anni fa, durante la migrazione umana dall’Africa verso Europa e Asia, dove i climi freddi favorirono la selezione positiva di questo allele. La sua frequenza aumenta nelle popolazioni nordiche, offrendo un vantaggio per la sopravvivenza in ambienti ostili e estremamente freddi. 

Senza α-actinin-3, i muscoli privilegiano la termogenesi efficiente tramite contrazioni lente, riducendo l’affaticamento e migliorando l’adattamento al freddo. 

I rischi oggi

Oggi, con stili di vita sedentari e riscaldamento, questa variante potrebbe aumentare il rischio di obesità e diabete, poiché favorisce l’accumulo di grasso per il risparmio energetico. Non ci sono aggiornamenti significativi recenti, ma ricerche correlate confermano il ruolo di ACTN3 nella regolazione muscolare e nella resistenza. 

Test genetici possono identificare i portatori, rivelandosi utili, ad esempio, per gli atleti o in contesti estremi, come l’esplorazione polare. 

La mutazione nella diverse popolazioni

La presenza della mutazione del gene ACTN3 cresce man mano che ci si sposta dalle zone equatoriali verso quelle più fredde, grazie a una selezione naturale che ha favorito chi resisteva meglio al gelo. 

Nelle popolazioni dell’Africa subsahariana, questa mutazione è rarissima, quasi inesistente (meno dell’1-5%), perché lì il clima caldo non richiedeva adattamenti al freddo. 

In Europa e Asia la frequenza sale al 20-30% in media, con valori più alti al Nord: ad esempio, può arrivare al 50% tra gli Inuit o i Siberiani, esposti a inverni rigidi. 

Nelle popolazioni oceaniche e dell’Estremo Oriente si trova a livelli intermedi (15-25%), legata alle migrazioni lungo le coste.

Perché alcune persone resistono meglio al freddo?

Alcune persone possiedono una variante del gene ACTN3 che migliora la produzione di calore nei muscoli, riducendo la percezione del freddo e i brividi.

Cos’è la mutazione R577X?

È una variante genetica che causa l’assenza della proteina α-actinin-3 nei muscoli, favorendo un’attività muscolare più efficiente nella produzione di calore.

Dove è più diffusa questa mutazione?

È più comune nelle popolazioni del Nord Europa, dell’Asia e tra gli Inuit, mentre è rara nelle regioni equatoriali come l’Africa subsahariana.

Questa mutazione ha svantaggi?

Sì, oggi può essere associata a un maggiore rischio di obesità e diabete, a causa di un metabolismo più orientato al risparmio energetico.

Si può scoprire se si possiede questo gene?

Sì, attraverso test genetici specifici, spesso utilizzati anche in ambito sportivo o scientifico.

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