Menu
Illustrazione generata con IA: due ragazzi in silhouette si sfidano a colpi di pose e balli, circondati da un pubblico di spalle con i telefoni alzati

In circa 300 attorno al cerchio, ma a sfidarsi sono in due: viaggio nelle Aura Battle

Cose dell'Altro Mondo 3 giorni fa

Pubblicato il

Un cerchio di ragazzi, la musica alta, i telefoni alzati e due sfidanti al centro. È l’Aura Battle, la sfida di carisma della Gen Z che dai video di TikTok è passata alle piazze italiane. A Treviso, venerdì 16 ottobre, circa trecento studenti si sono radunati in piazza Vittoria per la prima della città, come racconta TrevisoToday. A sfidarsi, però, sono state solo due ragazze.

Prima di Treviso c’erano state Vicenza, Castelfranco Veneto e Vittorio Veneto. A Roma, intanto, il fenomeno ha già riempito una piazza della movida. E in Veneto, dove arrivano le Aura Battle, arrivano anche le forze dell’ordine, Digos compresa.

Cosa sono le Aura Battle

Secondo Sky TG24 la moda è nata in Sud America ed è arrivata in fretta in Europa. Il meccanismo è semplice: due ragazzi, di solito giovanissimi, si mettono uno di fronte all’altro al centro di un cerchio di coetanei. È il pubblico a decidere chi dei due ha più “aura”, cioè presenza scenica, carisma e fascino.

Sky TG24 la descrive come l’evoluzione digitale dei vecchi cerchi di breakdance. Anche il nome del cerchio viene da lì: si chiama cypher, spiega il Corriere del Veneto, che paragona la scena alle gare di break-dance nel Bronx e ai raduni dei paninari negli anni Ottanta.

Come funziona una sfida: pose, balletti e meme

Parte la musica e gli sfidanti tirano fuori il repertorio. Sono mosse che a un adulto possono sembrare sconnesse e senza senso, ma che per chi vive sui social e nella cultura dei meme sono piene di citazioni. Secondo Sky TG24 si va dall’espressione “six-seven” ai meme, dalle mosse riprese da Fortnite al “Siuuuu” con cui esulta Cristiano Ronaldo, fino al mewing, il gesto che mette in risalto la linea della mascella.

E la parola “aura”? Il Corriere del Veneto la collega ai manga giapponesi e in particolare a Dragon Ball, dove l’aura dei protagonisti si poteva misurare ed espandere ed era legata alla capacità di vincere in combattimento. Oggi avere aura vuol dire mostrare carisma, fascino e magnetismo, senza bisogno di venire alle mani.

Da Roma al Veneto, le piazze delle Aura Battle

A Roma, scrive Il Messaggero il 14 ottobre, la prima sfida si è tenuta sabato scorso a San Lorenzo: in un video si vedono due ragazzi affrontarsi, tra musica a tutto volume e una folla che urla a ogni mossa. Il successo ha portato a organizzare un bis, annunciato per la mezzanotte di sabato 17 ottobre con una locandina girata nelle chat e sui social: “Appuntamento a mezzanotte. Non mancate”.

I residenti, già alle prese con i problemi della movida notturna, non l’hanno presa bene. Gli organizzatori provano a ridimensionare: “È solo una cosa simpatica, che non vuole assolutamente creare disagi al vicinato. Anzi, conoscendo San Lorenzo, può essere un modo diverso e divertente per vivere il quartiere”. Per i residenti, però, “la piazza è già fin troppo viva”.

In Veneto le sfide si sono moltiplicate in pochi giorni. TrevisoToday cita Vicenza, Castelfranco Veneto e Vittorio Veneto come tappe precedenti a Treviso.

Treviso, trecento spettatori e due sfidanti

La sfida di Treviso era stata annunciata nei giorni precedenti su chat e gruppi Telegram. In tarda mattinata piazza Vittoria si è riempita di ragazzi arrivati da tutti gli istituti della città, in gran parte minorenni e iscritti alle superiori. Si sono messi in cerchio aspettando che qualcuno si facesse avanti, ma solo due ragazze hanno accettato la sfida, a colpi di balletti e gesti dello slang giovanile.

Secondo il Corriere del Veneto la battle vera e propria si è esaurita in pochi minuti. Il vero spettacolo era tutto attorno: decine di spettatori a incitare, filmare e commentare. Più delle sfide contavano i profili social, perché il modo più veloce per fare amicizia era promettere un follow. E attorno al cerchio la domanda più sentita era un’altra: “A che ora hai l’autobus?”.

Dopo meno di un’ora, scrive TrevisoToday, i ragazzi hanno cominciato ad andarsene. Una delle ragazze presenti ha spiegato così la partecipazione più timida rispetto ad altre città: “Qui a Treviso meno ragazzi si sono espressi rispetto a Castelfranco o Vicenza perché qui ci si conosce tutti e forse oggi in molti si vergognavano a mettersi in luce al centro del cerchio”. E ha aggiunto: “Per noi queste sfide sono semplicemente un modo di esprimerci e divertirci”.

Perché alle Aura Battle arriva la Digos

A Treviso gli agenti della Digos e della Questura hanno seguito la sfida per tutto il tempo, ma non è stato necessario intervenire. Il Corriere del Veneto ha contato almeno tre gazzelle dei carabinieri, altrettante volanti della polizia e diversi agenti in borghese. Dalle retrovie è volata qualche bottiglia di plastica: una ha colpito un’auto parcheggiata, altre due, vuote, sono finite su una telecamera e su un ragazzino. Particolari disordini, però, non ce ne sono stati.

Tanta attenzione si spiega con quello che è successo a Vicenza. Sabato 3 ottobre, ricostruisce la Questura di Vicenza, un influencer aveva lanciato sui social una Aura Battle in centro, promettendo capi firmati in omaggio. Sono arrivati giovanissimi dalla provincia e dalle città vicine, ma i regali promessi non ci sono stati e questo, secondo la Questura, ha contribuito a generare “delusione e malcontento” e tensioni nel corso del pomeriggio.

La Polizia ha poi identificato uno studente minorenne ritenuto responsabile di aver danneggiato il vetro laterale del furgone del content creator. Per riuscirci ha usato le immagini della videosorveglianza e i video girati dalla Polizia Scientifica durante l’evento. La Digos sta ancora cercando gli altri responsabili. Come precisa la stessa Questura, vale la presunzione di innocenza: la colpevolezza sarà accertata solo con una sentenza definitiva.

Da allora, scrive il Corriere del Veneto, in tutto il Veneto le forze dell’ordine seguono le Aura Battle anche sui social, per sapere in anticipo dove e quando i ragazzi si danno appuntamento.

Un rito vecchio con strumenti nuovi

Per il Corriere del Veneto il successo di queste sfide non dipende tanto dalla viralità su TikTok o Instagram quanto dalla loro dimensione analogica: stare insieme, in piazza, attorno a un cerchio. In ogni epoca gli adolescenti hanno inventato i propri riti collettivi prendendo in prestito codici e strumenti da chi li ha preceduti. Questa volta il cerchio è lo stesso della breakdance, ma il pubblico tiene in mano lo smartphone.

Domande frequenti

Cosa sono le Aura Battle?

Sono sfide di carisma tra due ragazzi al centro di un cerchio di coetanei. A colpi di pose, balletti e citazioni dai social, ognuno cerca di dimostrare di avere più “aura” dell’altro. A decidere chi vince è il pubblico.

Cosa vuol dire “aura” per la Gen Z?

Vuol dire presenza scenica, carisma e fascino. Il termine richiama l’aura dei personaggi dei manga giapponesi, come Dragon Ball.

In quali città italiane si sono tenute le Aura Battle?

Secondo Sky TG24 e TrevisoToday, tra le altre a Roma, Vicenza, Castelfranco Veneto, Vittorio Veneto e Treviso.

Perché alle Aura Battle c’è la polizia?

Dopo le tensioni di Vicenza del 3 ottobre le forze dell’ordine seguono da vicino i raduni. A Treviso c’erano la Digos e la Questura, ma non è stato necessario intervenire.
Ti è piaciuto? Votalo!

🌍 Le notizie di Cose dell'Altro Mondo direttamente sul tuo telefono

Iscriviti al nostro canale WhatsApp o Telegram — gratis, senza spam, puoi uscire quando vuoi.

Scritto da

È l'account con cui la redazione di Cose dell'Altro Mondo firma i pezzi scritti a più mani.