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Esami di maturità

Maturità 2026: come studiare le ultime due settimane senza impazzire

Teresa Pitrola 1 mese fa 0

Sono oltre 500.000 gli studenti italiani dell’ultimo anno delle scuole superiori che affronteranno il 18 giugno la prima prova scritta, uguale per tutti a prescindere dall’indirizzo scelto, e il 19 giugno la seconda prova, differenziata sulla base dei vari percorsi formativi. È la prima maturità a recepire la riforma introdotta dal decreto-legge 127 del 9 settembre 2025, poi convertito nella legge 164 del 30 ottobre 2025. Mancano poco più di due settimane al via: il conto alla rovescia è cominciato davvero. Ma come si affronta questo sprint finale senza crollare sotto il peso dell’ansia? Ecco una guida pratica e aggiornata.

Quanto tempo manca e come organizzarlo

La prima prova si svolgerà il 18 giugno 2026 a partire dalle ore 8:30. La seconda, specifica per indirizzo di studio, si terrà il 19 giugno 2026. Questo significa che mancano esattamente quattrodici giorni alle prove scritte. Non pochissimi, non tantissimi: il tempo giusto per ripassare con metodo, senza improvvisare all’ultimo secondo.

Il segreto per gestire questo lasso di tempo è costruire subito un piano settimanale realistico. Non si tratta di studiare tutto, ma di studiare bene le cose giuste. Un’ottima regola è dedicare i primi dieci giorni al ripasso sistematico delle materie d’esame — prima prova, seconda prova e le quattro discipline dell’orale — riservando gli ultimi quattro alla revisione finale, alla simulazione dei testi scritti e alla messa a punto dell’esposizione orale. I weekend non vanno sacrificati interamente sui libri: un pomeriggio libero ogni settimana aiuta a ricaricare le energie cognitive, non a perderle.

Il metodo di studio che funziona davvero gli ultimi giorni 

A pochi giorni dall’esame, rileggere passivamente i libri di testo è praticamente inutile. Quello che funziona è il recupero attivo: chiudere il manuale, prendere un foglio bianco e scrivere tutto ciò che si ricorda di un argomento. Poi riaprire il libro e vedere cosa manca. Questo meccanismo — chiamato in pedagogia “retrieval practice” — consolida la memoria in modo molto più efficace della semplice rilettura.

Altrettanto utile è la tecnica delle mappe concettuali: sintetizzare un’intera unità su un foglio A4, con frecce e parole chiave, costringe il cervello a fare ordine e a capire le relazioni tra i concetti. Per la matematica e le discipline scientifiche, invece, non c’è alternativa agli esercizi: risolvere problemi simili a quelli degli anni precedenti è il modo più diretto per prepararsi alla seconda prova.

Una nota pratica: le sessioni di studio più efficaci durano tra i 45 e i 90 minuti, con brevi pause di 10-15 minuti. Oltre le due ore continuative, la capacità di assorbire nuove informazioni crolla sensibilmente.

Come gestire l’ansia da prestazione

L’ansia da esame è fisiologica, e in piccole dosi è persino utile: attiva l’attenzione e migliora la performance. Il problema nasce quando diventa paralizzante. I ricercatori in psicologia cognitiva distinguono tra ansia “da attivazione” — che aiuta — e ansia “da evitamento” — che porta a procrastinare, a fissarsi sui dettagli sbagliati, a perdere ore sui social cercando rassicurazioni.

Alcune strategie concrete: la tecnica del “journaling da esame“, ovvero scrivere per dieci minuti i propri timori prima di iniziare a studiare, aiuta a scaricare l’ansia sulla carta invece di tenerla in testa. La respirazione diaframmatica — quattro secondi di inspirazione, quattro di pausa, sei di espirazione — ha effetti documentati sul sistema nervoso autonomo e può essere usata sia prima di dormire sia durante le prove scritte. Infine, evitare di confrontarsi ossessivamente con i compagni su “quanto hai studiato”: il confronto ansioso è il principale amplificatore dello stress pre-esame.

Cosa mangiare per studiare meglio

Il cervello rappresenta circa il 2% del peso corporeo ma consuma intorno al 20% dell’energia totale dell’organismo. Nei giorni di studio intenso, la qualità dell’alimentazione influisce concretamente sulla concentrazione e sulla memoria.

Privilegiare carboidrati complessi — pasta integrale, riso, legumi — garantisce un rilascio graduale di glucosio, evitando i picchi glicemici che portano sonnolenza e cali di concentrazione. Omega-3, presenti nel pesce azzurro, nelle noci e nel seme di lino, supportano le funzioni cognitive. Il magnesio — spinaci, mandorle, avocado — è fondamentale per la gestione dello stress. Da evitare, o almeno da limitare: energia drink e caffè in eccesso dopo le 14:00, che compromettono la qualità del sonno notturno, vero momento di consolidamento della memoria. Dormire almeno sette ore è, dati alla mano, più utile allo studio di un’altra ora passata sui libri a tarda notte.

Come affrontare il colloquio orale

È qui che la maturità 2026 segna il cambiamento più profondo rispetto agli anni precedenti. Tra le novità più rilevanti c’è la struttura del colloquio orale: i commissari potranno interrogare gli studenti solo nelle quattro discipline sorteggiate per l’esame. Questo significa che durante l’orale non sarà possibile sconfinare in altre materie.

Il colloquio si apre con una riflessione personale dello studente, seguita da domande sulle materie, la presentazione delle esperienze di scuola-lavoro, l’educazione civica e la discussione delle prove scritte. I collegamenti interdisciplinari non sono più obbligatori, il che elimina una delle fonti di ansia più diffuse degli anni passati.

Una delle novità più discusse riguarda l’obbligo di sostenere tutte le prove: l’articolo 28 dell’O.M. 54/2026 stabilisce che l’esame è validamente sostenuto solo se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove. In pratica, chi fa “scena muta” al colloquio orale non supera l’esame, indipendentemente dai risultati ottenuti negli scritti.

Ciò che conta all’orale non è la semplice memorizzazione di nozioni, ma la capacità di ragionare e spiegare i concetti. Anche nelle discipline più tecniche, come la matematica, quello che viene premiato non è arrivare al risultato giusto a ogni costo, ma saper illustrare il percorso logico che porta alla soluzione.

Un consiglio pratico: simulare l’orale almeno una volta ad alta voce, da soli o con un familiare, aiuta a “sentire” la propria esposizione dall’esterno, a individuare le incertezze e a ridurre l’effetto sorpresa il giorno della prova. L’obiettivo non è recitare una parte, ma dimostrare che si sa pensare.

In bocca al lupo ai maturandi!

FAQ

Quando inizia la maturità 2026?

La prima prova scritta di italiano si svolge giovedì 18 giugno 2026 alle ore 8:30 ed è uguale per tutti gli indirizzi. La seconda prova, differenziata per indirizzo di studio, si tiene il 19 giugno 2026, sempre a partire dalle 8:30.

Quanti studenti affrontano la maturità 2026?

Sono oltre 500.000 gli studenti italiani dell’ultimo anno delle scuole superiori che sosterranno l’esame di maturità 2026. È la prima sessione a recepire la riforma introdotta dal decreto-legge 127 del 9 settembre 2025, convertito nella legge 164 del 30 ottobre 2025.

Come funziona il nuovo colloquio orale della maturità 2026?

Il colloquio orale 2026 si svolge su quattro discipline individuate dal Ministero. I commissari non possono sconfinare in altre materie. L’esame si apre con una riflessione personale dello studente e include esperienze di scuola-lavoro ed educazione civica. La scena muta comporta la bocciatura.

Qual è il metodo di studio migliore per prepararsi alla maturità in poco tempo? 

Il metodo più efficace è il recupero attivo: invece di rileggere passivamente, si chiude il libro e si scrive tutto ciò che si ricorda. Si integra con mappe concettuali ed esercizi pratici. Le sessioni ideali durano 45-90 minuti, con pause brevi ogni ora circa.

Cosa mangiare durante i giorni di studio per la maturità?

Privilegiare carboidrati complessi come pasta integrale, riso e legumi per un rilascio energetico graduale. Utili anche omega-3 (pesce azzurro, noci) e magnesio (spinaci, mandorle). Limitare caffè e energy drink dopo le 14:00 per non compromettere il sonno, fondamentale per la memoria.

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