Orrore a Roma, dove il 31 marzo agenti della Polizia Locale di Roma Capitale, Gruppo VII Appio, hanno fatto irruzione in un appartamento degradato nel IV Municipio, zona Pietralata (Tiburtino), scoprendo un neonato di soli 15 giorni in condizioni disperate.
Il piccolo, nudo e sottopeso, giaceva su una copertina sporca poggiata sul pavimento, circondato da rifiuti, calcinacci, muffa sulle pareti e quasi 5 chili di stupefacenti (marijuana e hashish, con un valore stimato tra 60.000 e 70.000 euro, sufficienti per confezionare oltre 7mila dosi). L’intervento, coordinato dalle Procure ordinarie e dei Minorenni, è scattato dopo una segnalazione dei servizi sociali dell’ospedale Sandro Pertini.
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La storia della coppia e il precedente tragico
La madre, una 31enne italiana originaria del frusinate, e il compagno, un 49enne romeno, vivono nell’appartamento vicino al loro ex “grown shop” (convertito in erboristeria-saponeria dopo la pandemia). La donna ha partorito il neonato all’ospedale Sandro Pertini alla fine di marzo, ma non si è più presentata alle visite di controllo, inducendo i sanitari a allertare i servizi sociali. Il bambino porta solo il cognome materno, non è stato riconosciuto dal padre. La coppia è già sotto processo per omicidio colposo legato al decesso di un altro figlio, partorito in casa l’anno scorso senza assistenza medica: il neonato morì pochi giorni dopo per meningite fulminante e infezione polmonare da ingestione di liquido amniotico.
Le condizioni dell’appartamento
L’abitazione era in stato di assoluto degrado: sporcizia ovunque, masserizie accatastate, intonaco deteriorato con muffe diffuse. Il padre del neonato ha precedenti per spaccio, furto e rapine; la madre era incensurata fino all’indagine per omicidio colposo. Il 49enne è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio, la madre denunciata; per lei, la Procura dei Minorenni ha disposto un divieto di avvicinamento al bambino.
I vicini della coppia, a RomaToday, hanno descritto il romeno come un convinto NoVax e la donna come taciturna e trasandata. Nessuno li ha mai visti con il neonato, né con il precedente figlio deceduto.
Le condizioni del neonato
Il piccolo, disidratato, denutrito e privo di cure igieniche, è stato portato al Policlinico Umberto I. Dimesso il 9 aprile, adesso si trova in una casa famiglia. L’episodio evidenzia ritardi nelle reti di tutela minorile, ma l’intervento rapido ha salvato la vita al bambino.
Le indagini sono in corso.
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Crediti fotografici
- Neonato: © cosedellaltromondo.it | CC0 1.0 Universal
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