La stella più vicina alla Terra dopo il Sole è Proxima Centauri. Si trova a 4,244 anni luce da noi, una distanza superiore a 270 mila volte quella che separa la Terra dal Sole. Sirius, pur essendo l’astro più luminoso del cielo notturno, dista invece 8,6 anni luce e non occupa il primo posto. Attorno a Proxima Centauri orbita anche Proxima b, un esopianeta che si trova nella cosiddetta zona abitabile della sua stella.
Non va confusa nemmeno con la Stella del Pastore: quel nome indica infatti Venere, quindi un pianeta del Sistema solare e non una stella.
A ricostruire caratteristiche e distanze di questo vicino cosmico è Ça m’intéresse.
In questo articolo
Dove si trova Proxima Centauri e quanto è lontana
Proxima Centauri, chiamata anche Proxima del Centauro, appartiene al sistema stellare Alpha Centauri e viene indicata come la componente Alpha Centauri C.
La sua distanza dalla Terra è pari a 4,244 anni luce. Persino il nostro vicino stellare più prossimo resta quindi enormemente lontano se misurato con le scale utilizzate sulla Terra.
Si tratta di una nana rossa dalla luminosità debole. Proprio questa caratteristica avrebbe contribuito alla sua individuazione relativamente tardiva: la scoperta risale infatti al 1915.
Proxima Centauri non mantiene inoltre una distanza costante rispetto al nostro pianeta. Si sta progressivamente avvicinando e, secondo le stime riportate, tra circa 27 mila anni arriverà a una distanza di circa 3,11 anni luce.
| Oggetto | Distanza dalla Terra | Caratteristica |
|---|---|---|
| Proxima Centauri | 4,244 anni luce | Stella più vicina dopo il Sole |
| Proxima b | Circa 4,2 anni luce | Esopianeta nella zona abitabile |
| Sirius | 8,6 anni luce | Stella più brillante del cielo notturno |
| Venere | Nel Sistema solare | Pianeta noto anche come Stella del Pastore |
Cosa orbita intorno alla stella più vicina
Proxima Centauri non è isolata. Attorno alla stella si trova un sistema che comprende fasce di polvere e diversi corpi planetari.
I modelli citati indicano la possibile presenza di un numero compreso tra una e tre cinture di polvere.
L’oggetto che ha attirato più attenzione è però Proxima b, scoperto nell’agosto del 2016 da un gruppo dell’Osservatorio europeo australe.
La sua distanza dalla Terra è di circa 4,2 anni luce, praticamente la stessa della stella attorno alla quale orbita.
Proxima è probabilmente un pianeta roccioso. La massa minima indicata sarebbe circa il 30% inferiore a quella terrestre, mentre il suo raggio potrebbe collocarsi tra 0,8 e 1,4 volte quello della Terra, a seconda della densità ipotizzata.
Quanto dura un anno su Proxima b
Se sulla Terra occorrono circa 365 giorni per completare un’orbita intorno al Sole, su Proxima b un anno sarebbe estremamente più breve.
L’esopianeta completa infatti il suo percorso intorno a Proxima Centauri in circa 11,186 giorni.
Nel sistema vengono indicati anche altri due possibili pianeti, Proxima c e Proxima d. Il testo di riferimento li presenta però ancora come candidati.
Proxima b rimane quello maggiormente interessante per una ragione precisa: la sua orbita attraversa la zona considerata potenzialmente abitabile della stella.
Perché Proxima b viene considerata potenzialmente abitabile
La zona abitabile identifica la regione intorno a una stella nella quale le condizioni potrebbero consentire la presenza di acqua liquida sulla superficie di un pianeta.
Proxima b si trova all’interno di questa fascia, pur orbitando molto vicino alla propria stella. La distanza sarebbe addirittura inferiore a quella che separa Mercurio dal Sole.
Il confronto non è però immediato, perché Proxima Centauri è molto diversa dal Sole.
Proxima c viene descritta come una super-Terra fredda e non abitabile, mentre Proxima d occuperebbe una regione troppo calda perché si trova ancora più vicino alla stella. Proxima b resta, quindi, il corpo che presenta le condizioni considerate più interessanti.
La possibilità di acqua liquida viene indicata tra gli elementi che hanno alimentato l’ipotesi di un ambiente capace di ospitare forme di vita.
Quali ostacoli rendono difficile la presenza di vita
La posizione nella zona abitabile, da sola, non basta a rendere un pianeta realmente ospitale.
Uno dei problemi riguarda la rotazione di Proxima b. Il pianeta sarebbe caratterizzato da rotazione sincrona: mostrerebbe quindi sempre la stessa faccia alla propria stella.
Una metà riceverebbe continuamente luce, mentre l’altra resterebbe nell’oscurità. Secondo le condizioni illustrate nella fonte, questo potrebbe determinare temperature molto alte sul lato illuminato e molto basse su quello opposto.
C’è poi il comportamento di Proxima Centauri.
La nana rossa viene descritta come una stella molto attiva e turbolenta, capace di produrre frequenti tempeste e radiazioni ionizzanti. Un ambiente del genere renderebbe estremamente difficile lo sviluppo della vita.
Quanto servirebbe per raggiungere Proxima b
La distanza di 4,2 anni luce può sembrare piccola in termini astronomici, ma diventa enorme quando viene confrontata con le possibilità dei sistemi di propulsione disponibili oggi.
Secondo la stima riportata nella fonte, con le tecnologie attuali sarebbero necessari oltre 78 mila anni per raggiungere l’orbita di Proxima b.
Il dato mostra la differenza tra vicinanza astronomica e raggiungibilità pratica.
Proxima Centauri è il sistema stellare più vicino a noi dopo il Sole, ma resta fuori dalla portata di un viaggio umano realizzabile con gli strumenti di propulsione disponibili.
Anche la progressiva riduzione della distanza dalla Terra non cambierebbe radicalmente il problema. Tra 27 mila anni, quando Proxima Centauri dovrebbe arrivare a circa 3,11 anni luce, continuerebbe a trovarsi a distanze enormi rispetto alle capacità di viaggio interstellare descritte dalla fonte.
🌍 Le notizie di Cose dell'Altro Mondo direttamente sul tuo telefono
Iscriviti al nostro canale WhatsApp o Telegram — gratis, senza spam, puoi uscire quando vuoi.
Crediti fotografici
- Proxima Centauri: © cosedellaltromondo.it | AI Generated - Free to Use
Scopri di più da Cose dell'Altro Mondo
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Pompei non ha finito di sorprendere: affreschi, case più alte e i segni di un’arma mai trovata
Sette secondi senza gravità: come è stata costruita la bufala
Batterio mangiacarne nello Stretto di Messina: cosa sapere
Amazzonia: ‘riemerge’ dopo 1500 anni la civiltà Aquiry, un impero da 3 milioni di abitanti dimenticato dalla storia 
Il Danubio si prosciuga per il caldo e riemerge un mammut: la scoperta che ha sorpreso gli archeologi