Pubblicato il · Aggiornato il
Aggiornato il: 15 Ottobre 2026
Il 2 novembre 2026 le scuole restano aperte nella maggior parte d’Italia. La Commemorazione dei defunti cade di lunedì, ma non è una festività nazionale e quindi non comporta una chiusura automatica degli istituti. In alcune regioni, però, le lezioni saranno sospese per decisione del calendario scolastico locale. Chi ha figli a scuola deve quindi controllare la propria regione prima di organizzare il ponte.
La differenza, quest’anno, la fa il calendario. L’1 novembre, giorno di Ognissanti e unica festività nazionale del periodo, cade di domenica. Come spiega Tecnica della Scuola, questo elimina il giorno aggiuntivo di sospensione che si creerebbe se la ricorrenza cadesse in un giorno feriale. Il lunedì successivo, quindi, torna a essere un normale giorno di lezione, salvo diverse decisioni regionali.
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Perché quest’anno il ponte non scatta da solo
Quando Ognissanti cade tra martedì e venerdì, molte scuole chiudono anche i giorni a ridosso per formare un ponte. Nel 2026 questo meccanismo non si attiva, perché la festività cade di domenica. Il 2 novembre resta un giorno lavorativo a tutti gli effetti nel calendario scolastico nazionale, e la sospensione delle lezioni dipende solo dalle scelte delle singole regioni.
È la ragione per cui, a seconda di dove si vive, lunedì 2 novembre i ragazzi andranno a scuola oppure resteranno a casa. Non esiste una regola valida per tutto il Paese.
In quali regioni le scuole restano chiuse
Le regioni in cui il 2 novembre le lezioni sono sospese sono nove. Secondo Tecnica della Scuola, la chiusura riguarda Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Molise, Sicilia, Umbria e Veneto, insieme alle province autonome di Trento e Bolzano, dove in alcuni casi la sospensione rientra in una pausa autunnale più ampia.
In tutte le altre regioni le scuole restano regolarmente aperte, comprese Sardegna e Valle d’Aosta, dove il 2 novembre non figura come data di sospensione nei rispettivi calendari. Chi vive in queste aree, salvo comunicazioni diverse del proprio istituto, lunedì 2 novembre entrerà regolarmente in classe.
Attenzione all’autonomia delle singole scuole
Il calendario regionale non è l’ultima parola. Ogni istituto, nell’ambito della propria autonomia, può decidere di sospendere le lezioni anche dove la regione non lo prevede, oppure di modificare l’organizzazione della giornata. Lo ricorda la stessa Tecnica della Scuola, che invita a controllare gli avvisi pubblicati dalla propria scuola.
Il consiglio pratico, quindi, è doppio: verificare prima il calendario della propria regione, poi la comunicazione del singolo istituto. Sono questi due documenti, e non una regola nazionale, a stabilire se lunedì 2 novembre 2026 si entra in classe.
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