Nel documentario del 2007 “Incontri alla fine del mondo” (Encounters at the End of the World), Werner Herzog filmò in Antartide un pinguino di Adelia che, a un certo punto, abbandonava la sua colonia invece di dirigersi verso il mare e le aree di caccia, scegliendo una traiettoria solitaria verso l’entroterra ghiacciato e le montagne.
Il regista commentò la scena come una sorta di “marcia della morte”: una volta intrapreso quel percorso, il pinguino difficilmente può sopravvivere, perché si allontana da ogni fonte di cibo e da qualsiasi possibilità di orientamento.
Gli esperti confermarono che l’animale è effettivamente morto poco dopo la ripresa, rafforzando la carica tragica e enigmatica di quel gesto solitario. Negli anni, tuttavia, la scena ha superato la dimensione etologica per assumere un valore metaforico: il pinguino è diventato un’icona del rifiuto delle convenzioni, della scelta di lasciare la “colonia” (cioè il gruppo, la società, la normalità) per seguire una direzione radicalmente altra, persino autodistruttiva.
È da qui che nasce il “pinguino nichilista”: un’immagine che fonde l’osservazione quasi clinica di Herzog con una lettura esistenziale, in cui il passo incerto del pinguino verso il nulla viene investito di significati che vanno dal burnout alla libertà assoluta.
Il meme “Nihilist Penguin”
Da inizio 2026, su TikTok e Instagram, è esploso il “Nihilist Penguin”, un meme virale che deriva da quel video autentico del documentario di Herzog, ripreso, ritagliato e decontestualizzato per circolare sulle piattaforme social.
La camminata del pinguino viene montata con musica drammatica, spesso l’organo di L’Amour Toujours di Gigi D’Agostino, e sovrapposta a scritte esistenzialiste, con milioni di visulaizzazioni.
La metaforaper la Gen Z
Il pinguino incarna il disagio esistenziale contemporaneo: burnout, solitudine, rifiuto della routine e “quiet quitting” dalle aspettative sociali. Frasi come “Nothing matters” o “Niente ha senso, ma continuo comunque” lo trasformano in icona di non conformismo ironico, un simbolo visivo per chi sente il peso della modernità senza un “perché” chiaro.
Questo consente diverse letture: per alcuni il pinguino è una metafora di libertà e di ricerca personale, per altri incarna il ritiro silenzioso dalle dinamiche di produttività e competizione, per altri ancora è il simbolo di un umorismo nero che normalizza la depressione in chiave autoironica.

L’appropriazione da parte dell’alt-right
La parabola del “Nihilist Penguin” non si ferma però al registro esistenziale. Alcuni ambienti dell’alt-right hanno cominciato a cooptare la figura del pinguino solitario, trasformandolo da simbolo apolitico di nichilismo ironico in una sorta di icona di resistenza ideologica contro quella che viene definita “decadenza dell’Occidente”.
L’immagine con Trump e il cortocircuito Groenlandia/Antartide
In questo contesto arriva l’immagine generata con l’intelligenza artificiale: un pinguino che cammina nella neve accanto a Donald Trump, reggendo la bandiera americana e dirigendosi verso le montagne ghiacciate della Groenlandia. L’immagine viene diffusa dalla Casa Bianca su X in relazione alle minacce del presidente di annettere la Groenlandia agli Stati Uniti, e richiama esplicitamente la scena del pinguino di Herzog.
Il cortocircuito simbolico è duplice: da un lato, l’uso di un animale che è diventato emblema di nichilismo e ribellione solitaria per accompagnare una retorica di espansione territoriale e geopolitica; dall’altro, l’errore geografico di fondo: i pinguini vivono solo nell’emisfero australe, non in Groenlandia, il che ha generato una pioggia di ironie e meme sul fatto che lo staff presidenziale abbia confuso l’Antartide con la Groenlandia.
Gli utenti hanno reagito in massa, commentando “Lo sai che questa non è la Groenlandia, vero?” e postando mappe che evidenziano la distribuzione reale dei pinguini. I più ostili hanno suggerito che “il miglior compagno per Trump alla conquista della Groenlandia sarebbe un orso polare”, cioè l’animale effettivamente presente nell’Artico.
A livello di percezione, molti commentatori hanno visto nella scelta di quella immagine una sorta di endorsement implicito della narrativa del “pinguino che marcia verso un destino superiore”, innestandola sulla retorica trumpiana di redenzione e riconquista dell’Occidente. Il fatto che il meme del Nihilist Penguin fosse già stato intercettato da circuiti alt-right ha alimentato ulteriormente questa lettura, pur al netto della possibilità che lo staff abbia puntato soprattutto sull’effetto virale senza coglierne tutte le stratificazioni ideologiche.
Il risultato è un cortocircuito perfetto fra cultura pop, errore scientifico banale e sottotesto politico: un pinguino che, nel documentario, cammina verso la morte, diventa nella comunicazione ufficiale il compagno di marcia di un presidente che sogna annessioni territoriali, e contemporaneamente un segnale ambiguo verso comunità online che hanno già trasformato quel pinguino in un’icona di rifiuto delle “convenzioni” liberali.
🌍 Le notizie di Cose dell'Altro Mondo direttamente sul tuo telefono
Iscriviti al nostro canale WhatsApp o Telegram — gratis, senza spam, puoi uscire quando vuoi.
Crediti fotografici
- Il pinguino nichilista: © cosedellaltromondo.it | CC0 1.0 Universal
Scopri di più da Cose dell'Altro Mondo
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
L’Armenia si ferma per una “zebra” scappata dallo zoo: era un asino dipinto a strisce 
Guerra civile tra scimpanzé in Uganda, è la prima volta che accade
L’uccello che impara a parlare meglio degli umani: cosa ci dice sulla coscienza animale
Perché il tuo gatto aspetta te per mangiare? Il motivo non è quello che pensi
Le formiche costruiscono ospedali per curare i feriti: la scoperta che stupisce gli scienziati