Il tumore al pancreas continua a essere una delle forme di cancro più aggressive e letali. La sopravvivenza resta estremamente bassa e la malattia viene spesso diagnosticata in fase avanzata, quando le possibilità terapeutiche risultano più limitate. In questo scenario, la ricerca scientifica continua a studiare i possibili fattori di rischio, compreso il ruolo dell’alimentazione.
Un nuovo studio condotto dalla Yale School of Medicine suggerisce che l’acido oleico, il principale grasso presente nell’olio d’oliva, nell’olio di avocado e nell’olio di colza, potrebbe favorire la crescita dei tumori pancreatici in modelli animali geneticamente predisposti alla malattia.
La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Cancer Discovery.
In questo articolo
Il cancro al pancreas resta tra i più letali
Il tumore al pancreas è considerato una delle neoplasie più difficili da trattare.
Secondo gli esperti, una delle ragioni principali è la difficoltà di individuare la malattia nelle fasi iniziali. I sintomi possono essere assenti oppure manifestarsi con segnali poco specifici come mal di schiena persistente, problemi digestivi intermittenti e stanchezza inspiegabile.
Secondo l’ American Cancer Society, il rischio di sviluppare un tumore pancreatico nel corso della vita è pari a uno su 56 negli uomini e uno su 60 nelle donne.
Sebbene la patologia resti relativamente rara nei giovani adulti, i dati mostrano una crescita costante delle diagnosi.
Un’analisi pubblicata nel 2025 ha evidenziato che tra il 2000 e il 2021 i casi sono aumentati del 4,3% all’anno nella fascia compresa tra 15 e 34 anni e dell’1,5% annuo tra i soggetti di età compresa tra 35 e 54 anni.
Lo studio: 12 diete diverse e un solo elemento variabile
Per comprendere l’impatto dei grassi alimentari sulla malattia, i ricercatori hanno sviluppato dodici differenti diete ad alto contenuto lipidico.
I topi utilizzati nella sperimentazione erano geneticamente modificati per sviluppare una patologia simile al tumore pancreatico umano. Nell’uomo, mutazioni di questo tipo interessano frequentemente i geni BRCA1, BRCA2, PALB2 e CDKN2A.
Tutte le diete fornivano lo stesso apporto calorico. L’unica differenza riguardava la fonte dei grassi utilizzati.
Questo approccio, secondo gli autori, si distingue da molti studi precedenti che utilizzavano principalmente diete ricche di strutto, una scelta che non rifletterebbe le abitudini alimentari della popolazione.
“Esattamente quali componenti dei grassi alimentari causino il cancro è rimasto un mistero”.
L’acido oleico e la crescita dei tumori
I risultati hanno mostrato che i tumori pancreatici crescevano più rapidamente nei topi alimentati con diete ricche di acido oleico.
La scoperta ha attirato particolare attenzione perché questo grasso è tradizionalmente associato a benefici cardiovascolari e metabolici.
“È stato tradizionalmente considerato un tipo di grasso salutare per la salute cardiovascolare”.
L’acido oleico appartiene alla famiglia degli omega-9 ed è un acido grasso monoinsaturo spesso associato a una riduzione del colesterolo LDL, a un migliore controllo della glicemia e a livelli inferiori di infiammazione quando sostituisce i grassi trans.
Tutti fattori che, se fuori controllo, possono contribuire allo sviluppo e alla progressione dei tumori.
L’olio d’oliva, inoltre, contiene composti antiossidanti che contrastano i radicali liberi e riducono lo stress ossidativo collegato ai processi infiammatori.
Una revisione pubblicata nel 2022 dal National Center for Biotechnology Information aveva rilevato che le persone con il maggiore consumo medio di olio d’oliva presentavano un rischio inferiore del 31% di sviluppare tumori della mammella, dell’apparato gastrointestinale e delle vie urinarie rispetto a chi ne consumava meno.
L’acido oleico è presente anche negli oli di semi, compresi quelli di girasole e cartamo, da tempo considerati alternative più salutari rispetto al burro.
La maggior parte delle ricerche disponibili non ha evidenziato un aumento del rischio oncologico legato agli oli di semi. Tuttavia, un piccolo studio pubblicato nel 2024 aveva suggerito la possibilità che questi oli possano accelerare la crescita del tumore del colon, pur sottolineando la necessità di ulteriori conferme.
Gli omega-3 mostrano l’effetto più protettivo
La parte più significativa della ricerca riguarda però gli omega-3.
Gli scienziati hanno osservato che gli acidi grassi omega-3, presenti soprattutto nel pesce grasso come il salmone e in alcuni tipi di frutta secca, hanno mostrato l’effetto più favorevole contro la crescita dei tumori pancreatici.
“Quando abbiamo alimentato i topi con diete arricchite con olio di pesce, abbiamo osservato una riduzione del 50% della malattia rispetto ai topi alimentati con una dieta standard”.
Secondo il responsabile dello studio Christian Felipe Ruiz, il punto centrale non riguarda la quantità totale di grassi assunta, ma la loro qualità.
“Conta davvero il tipo di grasso che si consuma, non semplicemente il contenuto totale di grassi”.
“A seconda del tipo di grasso che si consuma, gli effetti possono essere completamente diversi”.
“Abbiamo scoperto che alcuni grassi promuovono il cancro, come ci aspettavamo, mentre altri sono davvero efficaci nel sopprimerlo”.
Il meccanismo biologico individuato dai ricercatori
I risultati hanno spinto il gruppo di ricerca a concentrarsi sulla ferroptosi, una particolare forma di morte cellulare provocata dall’ossidazione dei lipidi.
Il fenomeno si verifica quando gli acidi grassi reagiscono con l’ossigeno.
Gli studiosi hanno osservato che, una volta entrati nelle membrane delle cellule pancreatiche, gli acidi grassi polinsaturi come gli omega-3 risultano più vulnerabili all’ossidazione.
Questo processo favorisce la ferroptosi e la morte delle cellule tumorali.
Gli acidi grassi monoinsaturi come l’acido oleico, al contrario, mostrano una maggiore resistenza all’ossidazione e sembrano offrire una protezione maggiore alle cellule cancerose.
Cosa significano questi risultati
Gli autori invitano alla prudenza nell’interpretazione dei dati.
Lo stesso Ruiz ha sottolineato che i risultati non sono stati ancora replicati nell’uomo e che non dimostrano che il consumo di olio d’oliva o di altri alimenti ricchi di acido oleico provochi il cancro al pancreas.
Lo studio fornisce però nuove indicazioni sui possibili meccanismi biologici che potrebbero influenzare il rischio nei soggetti geneticamente predisposti.
“Una delle domande più frequenti che i medici ricevono è: ‘Cosa posso cambiare nella mia dieta per prevenire il cancro?'”.
“Al momento non abbiamo risposte chiare, ma questo studio comincia a fare luce su come potremmo affrontare questa domanda”.
🌍 Le notizie di Cose dell'Altro Mondo direttamente sul tuo telefono
Iscriviti al nostro canale WhatsApp o Telegram — gratis, senza spam, puoi uscire quando vuoi.
Crediti fotografici
- Olio: © cosedellaltromondo.it | AI Generated - Free to Use
Scopri di più da Cose dell'Altro Mondo
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Trombosi del viaggiatore: cos’è e perché colpisce chi viaggia a lungo
Dimagrire davvero: i 20 alimenti da mangiare e quelli da eliminare subito
Quando stress e carenza di potassio si intrecciano: i segnali da non ignorare
Mal di testa improvviso e febbre alta: quando potrebbe nascondere una meningite
Verdure che alzano la glicemia: quali sono e come gestirle a tavola
La salmonella può essere mortale? Quando una semplice infezione intestinale diventa pericolosa