La stagione influenzale 2025 entra nel vivo con una nuova protagonista. Si chiama variante K ed è ormai il ceppo dominante in Italia secondo i sistemi di sorveglianza.
Comparsa intorno ad agosto 2025, la variante K del virus influenzale A (H3N2) è stata ribattezzata “super flu” in diversi Paesi per la sua capacità di diffondersi rapidamente. I dati raccolti nelle ultime settimane indicano che questo ceppo sta contribuendo in modo significativo all’aumento dei casi di influenza stagionale, sia in Italia sia a livello internazionale.
La variante K, nota anche come sottoclade K o A/H3N2 J.2.4.1, è emersa in un contesto già caratterizzato da stagioni influenzali iniziate in anticipo e con numeri elevati di contagi. Secondo quanto riportato da Sky TG24, si tratta oggi del virus influenzale più rilevato nel nostro Paese.
Nonostante il nome suggestivo, al momento non ci sono evidenze che indichino una maggiore gravità clinica rispetto alle influenze stagionali degli anni precedenti. L’attenzione degli esperti si concentra soprattutto sull’elevata contagiosità e sulla capacità del virus di eludere parzialmente le difese immunitarie.
Cos’è la variante K e perché circola di più
La variante K appartiene al sottotipo A(H3N2), uno dei principali responsabili dell’influenza stagionale. Questo virus ha accumulato una serie di mutazioni, in particolare a carico dell’emoagglutinina, la proteina di superficie che permette al virus di entrare nelle cellule e che rappresenta uno dei principali bersagli del sistema immunitario.
Nel caso specifico del sottoclade K, sono state individuate sette mutazioni che rendono l’emoagglutinina più “immunoevasiva”. In termini pratici, questo significa che il virus riesce a eludere meglio il riconoscimento da parte degli anticorpi sviluppati in seguito a infezioni precedenti o alla vaccinazione.
È proprio questa caratteristica a spiegare perché la variante K circoli più facilmente. Quando gli anticorpi non riconoscono il virus con la stessa efficacia, il numero complessivo dei contagi tende ad aumentare. A crescere è quindi la numerosità dei casi, non la gravità intrinseca della malattia.
Su questo punto le autorità sanitarie convergono: non ci sono segnali che indichino manifestazioni cliniche più gravi rispetto alle altre varianti influenzali. L’aumento dei ricoveri osservato in alcuni contesti è legato soprattutto all’alto numero di infezioni.
I sintomi della variante K: come riconoscerla
Nonostante si tratti di una nuova variante, dal punto di vista clinico l’infezione da H3N2 variante K si presenta come una tipica influenza stagionale. I sintomi più comuni restano:
- febbre
- tosse
- mal di gola
- dolori muscolari
- stanchezza marcata
- in alcuni casi disturbi gastrointestinali
Non esistono sintomi specifici che permettano di distinguere con certezza la variante K dalle altre influenze. Tuttavia, gli esperti indicano tre segnali chiave, le cosiddette “spie rosse”, utili per riconoscere un’infezione influenzale in atto.
La prima è l’inizio brusco e improvviso della febbre, generalmente superiore ai 38 gradi. Il secondo elemento è la presenza di almeno un sintomo respiratorio, come naso chiuso o che cola, tosse o gola infiammata. Il terzo segnale è rappresentato da almeno un sintomo sistemico, come dolori muscolari o articolari, stanchezza intensa e spossatezza.
La combinazione di questi tre fattori è tipica dell’influenza e consente di distinguerla da altri disturbi respiratori più lievi.

Chi rischia di più e il ruolo del vaccino
Come per le altre forme di influenza stagionale, la variante K può risultare più pericolosa per le persone fragili, gli anziani e i soggetti immunodepressi. Per queste categorie, il Ministero della Salute continua a raccomandare la vaccinazione antinfluenzale.
La protezione offerta dal vaccino resta un elemento centrale nella prevenzione. Anche quando non riesce a evitare del tutto l’infezione, la vaccinazione riduce in modo significativo la probabilità di sviluppare forme gravi della malattia e di richiedere il ricovero ospedaliero. Nei soggetti vaccinati, l’eventuale contagio tende a manifestarsi con sintomi più lievi e una durata ridotta.
Questo aspetto è particolarmente rilevante in una stagione caratterizzata da un’elevata circolazione virale.
Terapia: cosa fare in caso di contagio
In caso di infezione da influenza, compresa quella sostenuta dalla variante K, la terapia rimane sostanzialmente invariata. Il trattamento prevede innanzitutto il riposo, che aiuta l’organismo a reagire all’infezione.
A questo si affianca l’uso di farmaci antifebbrili e antinfiammatori per controllare la febbre e alleviare i sintomi. Nei casi più a rischio, su indicazione medica, possono essere valutati anche farmaci antivirali.
È importante evitare l’uso improprio di antibiotici, che non hanno alcuna efficacia contro i virus influenzali.
Natale e aumento dei casi: perché serve prudenza
Secondo le previsioni, in Italia è atteso un aumento dei casi di influenza a partire dal periodo natalizio. Le riunioni familiari, le cene e le occasioni conviviali favoriscono infatti lo scambio di particelle respiratorie tra le persone, creando condizioni ideali per la diffusione del virus.
Questo fenomeno è già stato osservato in altri Paesi e rappresenta un andamento tipico delle stagioni influenzali. In presenza di una variante altamente contagiosa come la K, l’effetto potrebbe risultare più evidente in termini di numero di contagi.
Le misure di buon senso restano quindi fondamentali, soprattutto per proteggere i soggetti più vulnerabili.
Lo sapevi che…
- L’H3N2 è storicamente associato a stagioni influenzali con molti casi.
- Le mutazioni del virus influenzale sono un fenomeno naturale e frequente.
- Il picco influenzale invernale è spesso legato alle festività.
- Il vaccino antinfluenzale viene aggiornato ogni anno.
- L’influenza può causare complicanze anche nei soggetti sani.
FAQ – Le domande più cercate sulla variante K
La variante K è più pericolosa delle altre?
No, al momento non ci sono evidenze di una maggiore gravità clinica.
I sintomi sono diversi dall’influenza classica?
No, sono sovrapponibili a quelli dell’influenza stagionale.
Il vaccino protegge dalla variante K?
Sì, soprattutto dalle forme gravi e dai ricoveri.
Quando aumenteranno i casi in Italia?
È previsto un incremento dopo Natale.
Chi deve fare più attenzione?
Anziani, fragili e persone immunodepresse.
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