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Ultimo aggiornamento: 23 ottobre 2026
Il piccolo giallo sull’anello trovato in bagno a Palazzo Montecitorio nel pomeriggio di giovedì 22 ottobre 2026 dalla deputata della Lega ed ex magistrata Simonetta Matone si è chiuso dopo poche ore con la restituzione dell’oggetto alla legittima proprietaria, una donna che non è una parlamentare, come riferito il 23 ottobre 2026 da Il Messaggero e da Open. Accanto al fatto accertato della riconsegna dopo la custodia nella cassaforte della Camera, un retroscena giornalistico pubblicato da La Stampa ha però avanzato l’ipotesi non confermata ufficialmente che la proprietaria possa essere una lobbista e che il gioiello, stimato a occhio in 30.000 euro, possa in realtà montare semplici zirconi.
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Anello trovato in bagno a Montecitorio: come sono andati i fatti accertati?
La vicenda documentata dalle agenzie parlamentari ha avuto inizio nel pomeriggio di giovedì 22 ottobre 2026, poco prima del termine della seduta dell’Aula della Camera dei deputati. Entrando nella toilette riservata alle donne situata nei pressi della Galleria dei Presidenti a Palazzo Montecitorio, la deputata leghista Simonetta Matone ha notato un oggetto luccicante dimenticato sulla mensola vicino al lavabo.
Parlando con i cronisti dell’ANSA e de la Repubblica, in dichiarazioni riprese anche dal Corriere della Sera Roma, l’ex magistrata ha descritto l’anello trovato come un gioiello «bellissimo» composto da una montatura in oro bianco con una pietra centrale a taglio quadrato affiancata da due pietre laterali. A prima vista, osservando la caratura apparente delle tre pietre, la deputata ha ipotizzato un valore di «almeno 30.000 euro», pur aggiungendo subito la cautela «se è vero».
Prima di attivare la procedura formale, Matone ha chiesto ad alcune colleghe in Aula se qualcuna avesse smarrito un anello prezioso, rivolgendosi in particolare alle deputate che indossano abitualmente gioielli importanti. Nessuna parlamentare ha però riconosciuto il monile.
A quel punto la deputata ha consegnato l’oggetto agli assistenti parlamentari chiedendo di mettere a verbale il ritrovamento. Vista la stima iniziale di diverse decine di migliaia di euro, i commessi della Camera hanno allertato il responsabile della sicurezza di Montecitorio e hanno fatto riporre l’anello in una cassaforte del palazzo in attesa di reclami.
A distanza di poche ore il caso ha trovato una soluzione negli uffici della Camera: una donna si è presentata agli addetti, ha fornito gli elementi necessari per dimostrare di essere la proprietaria dell’anello trovato in bagno ed è tornata in possesso del monile. L’unico dettaglio confermato sull’identità della signora è che non fa parte dei deputati eletti.
Fatti verificati e retroscena: cosa non è confermato sulla lobbista e sugli zirconi da 50 euro?
Nella giornata di venerdì 23 ottobre 2026 alla cronaca parlamentare si è affiancato un retroscena firmato da Simonetta Sciandivasci su La Stampa e rilanciato da Open che ridimensiona il mistero sotto due profili. Per chiarezza verso chi legge, è fondamentale distinguere i fatti certificati dagli uffici di Montecitorio dalle ipotesi giornalistiche prive di riscontro ufficiale.
Il primo punto riguarda il profilo della proprietaria. Poiché il bagno femminile vicino alla Galleria dei Presidenti si trova in un corridoio accessibile anche agli ospiti accreditati e ai visitatori esterni, l’articolo de La Stampa osserva in forma dubitativa che «può essere che sia una lobbista, che è la categoria professionale che frequenta le zone adiacenti alla Galleria dei Presidenti di Montecitorio, dove si trova la toilette in cui l’anello è stato dimenticato». Si tratta dunque di una deduzione legata alla collocazione del bagno e non di una qualifica comunicata dalla Camera.
Il secondo punto riguarda il valore economico dell’anello trovato. Secondo il retroscena del quotidiano torinese, sarebbe improbabile che il monile valga davvero 30.000 euro: sottoponendo la fotografia dell’oggetto a uno strumento di intelligenza artificiale per una valutazione visiva, il responso citato da La Stampa e da Open è rimasto nel campo delle ipotesi.
«Difficile stabilirlo con certezza, la luce inganna. Le pietre trasparenti potrebbero essere zirconi. Se fosse un anello di bigiotteria, varrebbe 50 euro, se fosse d’oro 18 carati con diamanti, varrebbe qualche migliaio di euro», recita la stima riportata nell’articolo. Nessuna perizia gemmologica è stata eseguita al momento del verbale e il valore reale resta noto soltanto alla proprietaria.
La distanza tra il valore percepito a colpo d’occhio e quello effettivo di un oggetto alimenta spesso casi mediatici curiosi, sia quando un bene autentico viene sottovalutato come accaduto per il quadro da 150mila euro trovato per strada a Siviglia, sia quando il prestigio di un marchio o di un gioiello ruota attorno alla percezione del pubblico, un meccanismo analizzato anche nel confronto tra cultura dell’hype, Swatch e alta orologeria.
Come funziona la procedura per gli oggetti smarriti a Montecitorio?
Il caso sollevato da Simonetta Matone ha acceso i riflettori sul protocollo interno con cui la Camera dei deputati gestisce i beni dimenticati nei corridoi, nelle sale stampa e nei servizi igienici del palazzo. Come ha ricordato la stessa parlamentare spiegando che alcune colleghe le avevano detto scherzando «che sono una pazza, che lo dovevo tenere», la consegna formale agli assistenti parlamentari è la prassi ordinaria prevista nei palazzi istituzionali.
Ecco i passaggi che regolano il recupero di un oggetto smarrito dentro Montecitorio e la distinzione tra ciò che è accertato e ciò che resta ipotetico nella vicenda del 22 e 23 ottobre 2026:
- Segnalazione e verbale agli assistenti parlamentari: chi trova un oggetto incustodito nei locali della Camera lo consegna ai commessi del piano, che annotano ora, luogo del ritrovamento e descrizione sommaria del bene.
- Custodia di sicurezza in cassaforte: quando il bene appare di valore elevato, gli assistenti parlamentari coinvolgono il responsabile della sicurezza per custodirlo in cassaforte fino alla verifica dell’identità e della titolarità di chi lo reclama.
- Il bilancio del caso Matone: sono fatti certi il ritrovamento del 22 ottobre 2026, il verbale, la messa in cassaforte e la restituzione a una donna non deputata; restano invece ipotesi giornalistiche non ufficiali sia l’appartenenza alla categoria dei lobbisti sia la stima da 50 euro basata sull’eventuale presenza di zirconi.
Quali altri oggetti sono stati smarriti in Parlamento prima dell’anello trovato alla Camera?
Quello dell’anello trovato in bagno vicino alla Galleria dei Presidenti non è il primo episodio di smarrimento che mobilita i commessi delle Camere. Come ricordato dal Corriere della Sera Roma e da Open, negli uffici che raccolgono gli oggetti dimenticati in Parlamento transitano regolarmente telefoni cellulari, tablet, penne d’oro, collane e capi d’abbigliamento.
Il precedente più noto risale al febbraio 2022, nei giorni delle votazioni per l’elezione del Presidente della Repubblica. In quell’occasione l’allora senatrice del Movimento 5 Stelle Cinzia Leone denunciò sui social la sparizione dal Transatlantico di Montecitorio del proprio cappotto firmato Luisa Spagnoli, salvo poi rientrarne in possesso circa una settimana più tardi quando chi lo aveva preso per errore per via della somiglianza con il proprio soprabito lo riconsegnò agli assistenti parlamentari.
Domande frequenti
Chi ha trovato l’anello nel bagno delle donne a Montecitorio?
L’anello trovato in bagno a Palazzo Montecitorio è stato notato nel pomeriggio del 22 ottobre 2026 dalla deputata della Lega ed ex magistrata Simonetta Matone sulla mensola della toilette femminile vicino alla Galleria dei Presidenti. La parlamentare ha fatto redigere un verbale affidando il gioiello agli assistenti parlamentari della Camera.
A chi apparteneva l’anello lasciato nel bagno della Camera dei deputati?
Dopo poche ore di custodia nella cassaforte di Montecitorio una donna si è presentata negli uffici della Camera dimostrando di essere la legittima proprietaria. È confermato che non si tratta di una deputata bensì di una frequentatrice esterna del palazzo, mentre l’ipotesi giornalistica che sia una lobbista non ha conferme ufficiali.
Quanto vale davvero l’anello trovato da Simonetta Matone a Montecitorio?
Al momento del ritrovamento Simonetta Matone aveva ipotizzato a prima vista un valore di almeno 30.000 euro descrivendo tre pietre su base in oro bianco. Un retroscena giornalistico del 23 ottobre 2026 ha però sollevato il dubbio non verificato da perizie ufficiali che le pietre possano essere zirconi da circa 50 euro.
Come funziona la restituzione degli oggetti smarriti a Palazzo Montecitorio?
Quando un oggetto viene rinvenuto nei locali della Camera dei deputati gli assistenti parlamentari redigono un verbale di consegna e, per i beni ritenuti di valore, avvisano il responsabile della sicurezza per la custodia in cassaforte fino a quando il legittimo proprietario non ne dimostra il possesso negli uffici preposti.
Letto su cosedellaltromondo.it — https://www.cosedellaltromondo.it/anello-trovato-in-bagno-montecitorio/

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