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Vincent Lorenzo Fiordilino

Bimbo dichiarato morto, trovato vivo in obitorio 6 ore dopo: l’errore medico gli ha causato danni cerebrali

Teresa Pitrola 6 giorni fa 0

È rimasto per quasi sei ore nella “cold room” dell’ospedale Dignity Health Mercy Gilbert Medical Center, in Arizona, dopo essere stato dichiarato morto da un medico. Ma quando un addetto dell’Ufficio del medico legale della contea di Maricopa si è presentato per prelevare la salma, ha scoperto che il piccolo respirava ancora e aveva battito. La vicenda, avvenuta l’8 febbraio scorso, è tornata sotto i riflettori solo ora perché la polizia di Gilbert ha rilasciato pubblicamente il fascicolo dell’indagine — rapporti scritti e video delle bodycam degli agenti — soltanto a inizio luglio, dopo mesi di attesa.

La dinamica dell’incidente

Il bambino, secondo quanto riportato da una pagina GoFundMe creata dalla famiglia per sostenere le spese mediche, si chiama Vincent Lorenzo Fiordilino. Aveva 18 mesi quando, l’8 febbraio scorso, durante una festa per il Super Bowl in casa a Gilbert, sobborgo di Phoenix, la madre lo ha trovato a faccia in giù nella piscina del giardino. Gli agenti intervenuti, secondo il rapporto della polizia, hanno anche annotato che le condizioni mentali di entrambi i genitori potrebbero essere state compromesse: i due hanno ammesso di aver fumato marijuana la mattina stessa dell’incidente.

Il medico e l’atteggiamento che ha fatto discutere

Il medico coinvolto è stato identificato come Aryan Toosi, medico osteopata con licenza rilasciata in Arizona nel 2023, specializzato in medicina d’urgenza dopo la residency completata nel 2022 allo Sparrow Hospital, in Michigan. Secondo il rapporto della polizia, quando un agente ha provato a riferirgli che il personale infermieristico aveva notato segni di vita — un’infermiera aveva detto “sento il battito” — Toosi avrebbe risposto con tono definito “arrogante”: di essere lui il medico, di avere la laurea, di essere andato a scuola per questo, e di lasciarlo fare il suo lavoro. Poco dopo ha chiesto un ultimo controllo del battito e, non ricevendo obiezioni, ha dichiarato il decesso alle 18:20.

I segni di vita ignorati per ore

Il rapporto della polizia, ripreso dalle principali testate americane, documenta come almeno due agenti abbiano continuato a notare segnali sospetti anche dopo la dichiarazione di morte: rumori di respiro, quello che è stato descritto come un “sussulto” o “rilascio d’aria”, udibile e visibile, mentre il corpo veniva spostato verso la cosiddetta cold room, la stanza refrigerata a temperature tra i 2 e i 4 gradi che funge da obitorio dell’ospedale. Un’ora dopo, un detective tornato a fotografare il corpo ha riferito di aver percepito nuovamente “quello che sembrava un sussulto o un rilascio d’aria”. Una parte del personale infermieristico ha ipotizzato che quei suoni potessero essere una risposta residua ai tentativi di rianimazione, ma nessuno ha fermato il trasferimento in obitorio.

La scoperta e il trasferimento d’urgenza del bimbo 

Solo alle 23:52, quasi sei ore dopo la dichiarazione di morte, un trasportatore dell’Ufficio del medico legale della contea di Maricopa, arrivato per prelevare il corpo, si è accorto che il bambino respirava e aveva polso. È stato immediatamente trasferito in elicottero al Phoenix Children’s Hospital, dove le cure d’emergenza ne hanno confermato la sopravvivenza. Gli esami, tra cui una risonanza magnetica, hanno rilevato danni cerebrali permanenti. Il piccolo è stato successivamente dimesso, con la famiglia che parla di “notevoli progressi” ma anche della necessità di terapie fisiche e assistenza per tutta la vita.

Nessuna incriminazione per il medico, ma la famiglia annuncia battaglia legale

Le fonti più recenti chiariscono un punto rimasto a lungo aperto: il dottor Toosi non risulta al momento indagato penalmente. Gli investigatori della polizia di Gilbert hanno confermato che non sono state elevate accuse a suo carico, sebbene si sia già dotato di un legale, l’avvocato Scott Holden. Quest’ultimo, interpellato dai media americani, ha preferito non commentare nel dettaglio “per rispetto della famiglia e della riservatezza del paziente”, pur ribadendo che esistono “molti più elementi, sia fattuali che medici,” rispetto a quanto reso noto finora. Secondo l’avvocato della famiglia, invece, i genitori del piccolo intendono intraprendere un’azione legale sia contro il medico sia contro Dignity Health, la rete ospedaliera proprietaria della struttura.

L’inchiesta prosegue anche sui genitori

Parallelamente, la Procura della contea di Maricopa sta valutando se procedere con accuse di maltrattamento sui minori nei confronti dei genitori del bambino, sulla base delle raccomandazioni della polizia di Gilbert, che ha già trasmesso gli atti relativi alla dinamica dell’incidente in piscina. Al momento non risultano decisioni definitive in merito.

La posizione dell’ospedale

Il Mercy Gilbert Medical Center ha confermato di aver condotto una revisione interna completa dell’accaduto, definendolo “una situazione straziante”, ma non ha reso pubblici i risultati dell’indagine né ha chiarito se il dottor Toosi sia ancora in servizio presso la struttura. I registri professionali consultati dai media statunitensi non riportano, a oggi, provvedimenti disciplinari sulla sua licenza medica.

Non è un caso isolato

Diversi organi di stampa americani hanno ricordato episodi analoghi degli ultimi anni: nel 2024 una donna di 74 anni dichiarata morta in una casa di riposo del Nebraska fu trovata viva in un’impresa di pompe funebri due ore dopo; nel 2023 accadde qualcosa di simile in Iowa a una donna di 66 anni; e nel 2020, nel Michigan, una ventenne con paralisi cerebrale fu dichiarata morta telefonicamente da un medico dopo un intervento dei soccorritori. Casi che, pur diversi tra loro, alimentano il dibattito negli Stati Uniti sui protocolli di accertamento della morte nelle strutture sanitarie.

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