Fino a poche settimane Edward Rukidi Kijanangoma, classe 1970, conduceva la sua carriera da giornalista, adesso è re del Toro con il nome di Nyabongo I.

L’uomo ha lavorato per 12 anni come conduttore ed editor alla Uganda Broadcasting Corporation, e nel discorso di insediamento ha voluto ringraziare espressamente la sua vecchia emittente.
In questo articolo
Gli ex colleghi della tv di Stato lo descrivono come una persona umile e alla mano. I suoi trascorsi non sono passati inosservati nemmeno al capo dello Stato. Durante la cerimonia, il presidente Museveni ha ricordato di averlo visto leggere le notizie in televisione per tanto tempo. La vicenda è arrivata in Italia attraverso il racconto di Eva Grippa su Royality, lo spazio di Repubblica dedicato alle case reali.
Un regno senza potere politico ma con un forte peso simbolico
Per capire che cosa significhi oggi essere re del Toro bisogna guardare all’assetto istituzionale del Paese. L’Uganda è una repubblica costituzionale guidata da un presidente eletto. Quattro regni precoloniali sopravvivono però come simboli influenti di identità e patrimonio culturale, pur senza un vero potere politico. Il Toro, nell’ovest del Paese, ha la sua capitale a Fort Portal ed è uno di questi.
La morte inaspettata del giovane re Oyo
Tutto è cominciato con un lutto inatteso. Re Oyo è morto il 27 agosto negli Stati Uniti, dove era in cura per un tumore. Aveva 34 anni. Quello di Oyo era stato un regno fuori dal comune. Era diventato famoso come il sovrano più giovane mai incoronato: nel 1995 aveva solo tre anni e salì al trono dopo la morte del padre, Patrick Matthew Kaboyo Olimi III. A crescerlo fu la madre, Best Kemigisa, che per i 31 anni del suo regno ha custodito e protetto la corona e il trono del Toro.
Come è stato scelto il nuovo sovrano
Kijanangoma appartiene al clan reale Babiito. È nipote dell’ex re del Toro Sir George David Rukidi e cugino del defunto Oyo. Il clan lo ha scelto il 9 settembre e il consiglio supremo del regno ha confermato la nomina il 15 settembre. In origine il nome indicato era un altro. Il comitato aveva valutato un primo candidato, George Desmond Kamurasi, che avrebbe rinunciato per motivi personali. A quel punto è emersa la candidatura di Kijanangoma. Anche la scelta del nome regale ha un suo significato. Gli anziani del regno vi leggono un richiamo alla storia dinastica tra Toro e il vicino regno di Bunyoro.
La notte dei riti: fiaccole, battaglie simulate e il sacrificio del toro
L’insediamento ha seguito un protocollo rigoroso, scandito dalla tradizione. La cerimonia è arrivata appena un mese dopo la morte di Oyo e dopo la sua sepoltura nelle tombe reali di Karambi, il 12 settembre. Intorno alle 22 di lunedì 28 settembre, Nyabongo I ha lasciato il palazzo di Rwengoma, punto di partenza tradizionale del cammino di un nuovo re verso il trono. Migliaia di sudditi lo hanno accompagnato attraverso Fort Portal. A Mugabante, l’ingresso principale del palazzo di Karuziika, il corteo si è scontrato con i difensori del palazzo in un’intensa battaglia simbolica. Dopo la finta lotta, il futuro re ha trafitto un toro con la lancia ed è entrato a Karuziika. Con il nuovo re sul trono è finito anche il lutto. I tamburi reali sono stati raddrizzati, le statue dei leoni alla rotonda e all’ingresso del palazzo sono state scoperte e le lance delle insegne reali sono tornate in posizione verticale.
La benedizione in cattedrale e la corona
La mattina del 29 settembre è arrivato il momento religioso. Nyabongo I è andato alla cattedrale di San Giovanni per ricevere la benedizione del vescovo Reuben Kisembo. La tradizione del Toro vuole infatti che un re chieda prima la benedizione di Dio. È poi tornato a Karuziika per l’incoronazione ufficiale. Museveni è stato l’ospite d’onore della cerimonia.
Sono stati suonati l’inno nazionale, l’inno dell’Africa orientale e quello del regno del Toro, la cui esecuzione pubblica era stata sospesa durante il lutto.
Le promesse del nuovo re
Nel primo discorso da sovrano, Nyabongo I ha toccato temi molto concreti. Si è impegnato ad aumentare il reddito delle famiglie, a proteggere l’ambiente e a creare lavoro per i giovani batooro. Ha promesso che i giovani laureati troveranno un impiego e che chi vuole proseguire gli studi sarà sostenuto. Ha anche annunciato la collaborazione con gli altri regni, con i leader religiosi, con gli anziani e con i clan del Toro. Ha inoltre garantito che il regno servirà tutto il suo popolo, senza discriminazioni.
La frattura nella famiglia reale e il gesto di distensione verso la regina madre
L’incoronazione non ha messo d’accordo tutti. La cerimonia si è svolta nonostante le obiezioni formali della madre di re Oyo, la regina Best Kemigisa, e della sorella, la principessa Ruth Komuntale. Le due donne sostengono che il defunto re abbia lasciato un figlio, al quale dovrebbe spettare il trono. La contesa è arrivata anche in tribunale. Alla vigilia della cerimonia è stata presentata una petizione all’Alta Corte, secondo cui il processo di selezione contraddice le volontà esplicite del defunto re. In sostanza, una parte della famiglia voleva come successore un erede di Oyo, mentre l’altra sosteneva la scelta del re da parte di un comitato che comprende membri della famiglia reale.
Nel discorso di insediamento Nyabongo I ha cercato di ricucire lo strappo. Ha rivolto le sue condoglianze alla regina madre Best Kemigisa, ha riconosciuto il periodo difficile che lei ha vissuto dopo la morte del figlio e ha chiesto ai presenti di alzarsi in piedi in memoria di Oyo. Non ha invece affrontato la questione del presunto erede. Con l’incoronazione cambia anche il ruolo di Kemigisa. Lascia il titolo di regina madre e assume quello di regina emerita.
La sfida del nuovo regno
Ora per l’ex giornalista comincia la parte più difficile. Nyabongo deve trasformare il valore simbolico della sua incoronazione in un regno che abbia un peso reale. Dovrà farlo mentre la causa in tribunale è ancora aperta e la famiglia del predecessore continua a contestare la successione. In gioco c’è l’unità della comunità batooro.
Domande frequenti
Chi è il nuovo re del Toro?
È Edward Rukidi Kijanangoma, ex giornalista della Uganda Broadcasting Corporation. È stato incoronato il 29 settembre 2026 con il nome regale di Nyabongo I.
Perché un giornalista è diventato re?
Kijanangoma appartiene al clan reale Babiito ed è cugino del defunto re Oyo. Dopo la morte improvvisa di Oyo, il clan lo ha scelto come successore e il consiglio supremo del regno ha confermato la nomina.
Come è morto re Oyo del Toro?
Oyo Nyimba Kabamba Iguru Rukidi IV è morto il 27 agosto 2026 negli Stati Uniti, dove era in cura per un tumore. Aveva 34 anni e regnava dal 1995, quando era salito al trono ad appena tre anni.
Quali riti hanno accompagnato l’incoronazione?
La cerimonia è stata preceduta da una processione notturna con fiaccole, da una battaglia simulata all’ingresso del palazzo di Karuziika e dal sacrificio cerimoniale di un toro. Il nuovo re ha poi ricevuto la benedizione nella cattedrale di San Giovanni a Fort Portal.
Perché la successione è contestata?
La madre e la sorella di re Oyo sostengono che il defunto sovrano abbia lasciato un figlio, al quale spetterebbe il trono. Alla vigilia dell’incoronazione è stata presentata anche una petizione all’Alta Corte ugandese.
🌍 Le notizie di Cose dell'Altro Mondo direttamente sul tuo telefono
Iscriviti al nostro canale WhatsApp o Telegram — gratis, senza spam, puoi uscire quando vuoi.

Stati Uniti, il killer di Fort Hood sarà fucilato in diretta streaming: 17 anni fa la strage che sconvolse in mondo
Peste polmonare in Siberia, l’Oms rassicura dopo la morte di una ricercatrice: “Rischio basso”
Shock in Francia, l’attore Arnaud Denis muore con l’eutanasia a 43 anni: “Ho chiuso con i maltrattamenti medici”
Sfrattata a 87 anni dalla casa in cui viveva dal 1956, la storia di Maricarmen innesca la protesta a Madrid: migliaia di manifestanti in tenda a Puerta del Sol
Morto a 40 anni PAC, stella del wrestling: era stato sul ring il giorno prima
Oktoberfest 2026, la 191ª edizione tra storia e curiosità: il fiocco del dirndl svela se sei single o fidanzata