Negli ultimi anni gli scienziati hanno scoperto che alcune formiche non si limitano a soccorrere le compagne ferite: le puliscono, le trattano con sostanze antimicrobiche e, nei casi più gravi, possono perfino amputare un arto per fermare un’infezione. È una forma di assistenza sorprendentemente evoluta, che i ricercatori descrivono come un vero “sistema sanitario” naturale.
In questo articolo
Il primo studio decisivo
La ricerca più nota riguarda la formica africana Megaponera analis, specializzata nella caccia alle termiti. Lo studio, guidato da Erik T. Frank e collaboratori, ha mostrato che queste formiche riconoscono le ferite e le trattano con secrezioni prodotte da loro stesse, riducendo in modo drastico il rischio di morte per infezione. Questo lavoro è diventato il punto di riferimento per capire come una colonia possa organizzare cure così precise.
La scoperta del 2024
Un altro studio, pubblicato nel 2024, ha riguardato la formica carpentiera della Florida, Camponotus floridanus. Qui i ricercatori, tra cui Erik Frank e Laurent Keller, hanno osservato che le compagne possono amputare una zampa ferita quando l’infezione rischia di diffondersi, aumentando le probabilità di sopravvivenza dell’insetto. È un comportamento rarissimo nel mondo animale e molto diverso da quello che ci aspetteremmo da creature così piccole.
Perché questa scoperta è così importante
Queste formiche stupiscono perché non reagiscono in modo automatico: sembrano distinguere il tipo di ferita e scegliere la strategia più utile. In certi casi basta la pulizia con sostanze antibatteriche; in altri, la scelta drastica dell’amputazione salva la vita all’individuo e protegge l’intera colonia. Per gli scienziati, è la prova che anche in società molto semplici possono evolvere forme di cooperazione sanitaria molto sofisticate.
Il significato scientifico
Queste ricerche non servono solo a raccontare un’anomalia della natura. Aiutano anche a capire come funziona il controllo delle infezioni in comunità molto organizzate e offrono spunti per la biomimetica, cioè per ispirare soluzioni utili in ambito medico e tecnologico. In fondo, le formiche mostrano che la cura non è un’esclusiva degli esseri umani: può emergere anche in forme inattese, quando la sopravvivenza del gruppo dipende dalla protezione dei suoi membri più fragili.
Come fanno le formiche a curare le ferite?
Le formiche sono in grado di pulire le ferite delle compagne utilizzando secrezioni con proprietà antimicrobiche. Questo trattamento riduce il rischio di infezioni e aumenta le probabilità di sopravvivenza. Il comportamento è coordinato e varia in base alla gravità della ferita, mostrando una sorprendente capacità di adattamento.
Le formiche possono davvero amputare arti?
Sì, alcune specie come la Camponotus floridanus possono amputare arti danneggiati per fermare la diffusione di infezioni. Questo comportamento è stato osservato in studi recenti e rappresenta uno dei rari casi di amputazione nel mondo animale non umano, con un chiaro beneficio per la sopravvivenza.
Perché le formiche curano le altre formiche?
Le formiche vivono in colonie altamente organizzate, dove la sopravvivenza del gruppo è fondamentale. Curare le compagne ferite aiuta a mantenere la forza lavoro e riduce il rischio di infezioni diffuse, proteggendo così l’intera colonia da possibili danni più gravi.
Quali specie di formiche mostrano questi comportamenti?
Tra le specie più studiate ci sono la Megaponera analis e la Camponotus floridanus. La prima utilizza sostanze antimicrobiche per trattare le ferite, mentre la seconda è stata osservata amputare arti infetti, dimostrando strategie diverse ma ugualmente efficaci.
Perché questa scoperta è importante per la scienza?
Questi comportamenti offrono nuovi spunti per comprendere il controllo delle infezioni e la cooperazione sociale negli animali. Inoltre, possono ispirare applicazioni nella biomimetica, contribuendo allo sviluppo di soluzioni innovative in campo medico e tecnologico.
Crediti fotografici
- Formiche “chirurgo”: cosa fanno davvero alle ferite: © cosedellaltromondo.it | CC0 1.0 Universal
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