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Rappresentazione grafica della sonda giapponese della missione MMX, con i pannelli solari aperti, su sfondo nero

Il Giappone parte per Phobos: la sonda MMX che può svelare da dove vengono le lune di Marte

La sonda MMX della JAXA è partita verso Phobos: secondo l’ESA atterrerà nel 2030 e porterà i campioni sulla Terra nel 2031 per svelare l’origine delle lune di Marte.

Cose dell'Altro Mondo 4 giorni fa

Pubblicato il

Ultimo aggiornamento: 22 ottobre 2026

La missione MMX dell’agenzia spaziale giapponese JAXA è partita alle 21:41 del 19 ottobre 2026 ora italiana per raccogliere campioni di Phobos, la luna più grande di Marte e riportarli sulla Terra nel 2031. È il primo tentativo di questo tipo: se tutto andrà secondo i piani, i campioni arriveranno tra cinque anni e solo allora sapremo come sono nate le lune marziane.

È partita così la caccia a uno dei più antichi enigmi del Sistema solare. La sonda MMX (Martian Moons eXploration) ha lasciato la Terra a bordo di un razzo H3 decollato dal centro spaziale di Tanegashima alle 4:41 del 20 ottobre ora giapponese, come conferma il comunicato della JAXA. Era il decimo volo del vettore H3. Circa 71 minuti dopo il lancio è arrivata la conferma della separazione della sonda, entrata nell’orbita prevista.

Cos’è la missione MMX e dove va?

L’obiettivo della missione MMX è Phobos, la maggiore delle due lune di Marte, un corpo irregolare di circa 27 per 22 per 18 chilometri. Secondo l’Agenzia spaziale europea, MMX sarà la prima sonda a orbitare attorno a Phobos, la prima a raccogliere campioni dalla sua superficie e la prima a tornare sulla Terra dal sistema di Marte.

Un primato che altri hanno inseguito senza successo. Nel 1988 l’Unione Sovietica aveva lanciato due sonde verso Phobos: Phobos 1 perse il contatto durante il viaggio, Phobos 2 arrivò a Marte nel gennaio 1989 ma il contatto si interruppe poco prima del previsto atterraggio. La Russia ci riprovò nel 2011 con Phobos-Grunt, che non riuscì mai a lasciare l’orbita terrestre e finì per rientrare in atmosfera, ricostruisce NASASpaceFlight.

Come sono nate Phobos e Deimos?

È la domanda a cui la sonda dovrà rispondere. Le ipotesi principali sono due, spiega la cartella stampa della JAXA. Secondo quella del “grande impatto”, le lune sarebbero nate dai detriti di una collisione tra un corpo celeste e Marte, in modo simile a quanto si ritiene sia accaduto per la Luna terrestre. Secondo l’ipotesi della “cattura”, invece, sarebbero asteroidi formatisi lontano nel Sistema solare e intrappolati dalla gravità marziana. Oggi, ammette la stessa JAXA, non è possibile dire quale delle due sia la più probabile.

L’analisi dei materiali raccolti dovrebbe chiarire la questione: la loro composizione dirà se Phobos è un asteroide catturato o se è fatto di materiale strappato a Marte.

Come funzionerà la missione MMX?

Il viaggio durerà circa un anno, secondo l’ESA. MMX dovrebbe entrare in orbita attorno a Marte nell’agosto 2027 e, dal settembre 2027, inserirsi in un’orbita particolare chiamata quasi-satellite: la sonda sembrerà ruotare attorno a Phobos ma in realtà orbiterà intorno a Marte, muovendosi in sincronia con la luna. Serve perché la gravità di Phobos è troppo debole per un’orbita normale. Da questa posizione mapperà la superficie e cercherà i punti più sicuri per atterrare.

Il momento più delicato sarà l’atterraggio. Secondo l’ESA nel 2030 la sonda toccherà il suolo in due punti diversi per raccogliere almeno 10 grammi di materiale. Per farlo userà due sistemi: un campionatore pneumatico che sfrutta un getto di gas e un campionatore a carotaggio. Secondo la JAXA la sonda resterà sulla superficie per alcune ore: NASASpaceFlight parla di due o tre ore.

A bordo c’è anche un altro protagonista: il rover IDEFIX, costruito dalle agenzie spaziali francese (CNES) e tedesca (DLR) e chiamato come il cagnolino di Asterix. Sarà il primo rover a posarsi su Phobos: misurerà le proprietà della superficie e aiuterà a preparare l’atterraggio della sonda principale.

Quando tornano sulla Terra i campioni di Phobos?

Dopo la raccolta, MMX lascerà il sistema di Marte nel 2030. Durante il viaggio di ritorno passerà vicino a Deimos, l’altra luna, per studiarla. Nel 2031 una capsula porterà i campioni sulla Terra e atterrerà nell’area di Woomera, in Australia. Da lì i frammenti di Phobos verranno distribuiti ai laboratori di tutto il mondo.

Chi partecipa alla missione MMX?

Guidata dal Giappone, la missione coinvolge la NASA, l’agenzia spaziale francese CNES, il centro aerospaziale tedesco DLR e l’ESA. Per la JAXA è il più grande progetto di esplorazione mai realizzato dal Giappone. La NASA fornisce lo spettrometro MEGANE, la Francia lo spettrometro infrarosso MIRS, l’Europa le comunicazioni con lo spazio profondo e l’appoggio delle sue stazioni a terra.

Sullo sfondo c’è anche una competizione: secondo NASASpaceFlight, la Cina prepara la missione Tianwen-3, che dovrebbe partire nel 2028 e riportare campioni direttamente da Marte intorno al 2031, cioè lo stesso anno di MMX.

Perché la missione MMX è così importante?

Oltre a spiegare l’origine delle lune marziane, i campioni potrebbero raccontare molto dell’antico Sistema solare. La JAXA vuole capire come l’acqua e la materia organica, ingredienti fondamentali per la vita, siano state trasportate verso i pianeti rocciosi agli albori del Sistema solare. Sulla superficie di Phobos, inoltre, potrebbero essere finiti frammenti di Marte scagliati via dagli impatti di meteoriti: studiarli permetterebbe di sapere qualcosa anche sul pianeta rosso, che di sorprese sull’acqua ne ha già regalate parecchie.

C’è poi una prospettiva più lontana. Secondo la cartella stampa, MMX valuterà anche le lune di Marte come possibili basi per una futura esplorazione umana del pianeta. Un traguardo ancora remoto, mentre le missioni con equipaggio oggi restano attorno alla Luna, come ha mostrato Artemis II.

Domande frequenti

Che cos’è la missione MMX?

MMX (Martian Moons eXploration) è una missione guidata dall’agenzia spaziale giapponese JAXA insieme a NASA, CNES, DLR ed ESA. Studierà Phobos e Deimos, le due lune di Marte. Riporterà inoltre sulla Terra almeno 10 grammi di campioni di Phobos per capire come si sono formate.

Quando è stata lanciata la sonda MMX?

La sonda è partita alle 21:41 del 19 ottobre 2026 ora italiana, cioè alle 4:41 del 20 ottobre in Giappone, a bordo di un razzo H3 dal centro spaziale di Tanegashima. È stato il decimo volo del razzo H3.

Quando arriverà su Marte e su Phobos?

Secondo l’ESA, MMX entrerà in orbita attorno a Marte nell’agosto 2027 e attorno a Phobos dal settembre 2027. L’atterraggio sulla luna, con la raccolta dei campioni in due punti diversi, è previsto nel 2030.

Quando torneranno i campioni di Phobos?

La sonda lascerà il sistema di Marte nel 2030. Nel 2031 una capsula con i campioni atterrerà nell’area di Woomera, in Australia, da dove il materiale sarà distribuito agli scienziati.

Letto su cosedellaltromondo.it — https://www.cosedellaltromondo.it/missione-mmx-phobos/

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