Una persona non vedente dalla nascita sogna ma non vede immagini. Gli studi neuroscientifici condotti negli ultimi 30 anni mostrano che chi non ha mai avuto esperienza visiva costruisce i propri sogni attraverso suoni, tatto, odori, movimento e percezione corporea. La fase REM, quella in cui si concentra l’attività onirica più intensa, è presente anche nei non vedenti congeniti, ma il contenuto sensoriale è diverso.
Come sogna chi non ha mai visto: cosa accade durante la fase REM
La fase REM ( Rapid Eye Movement) si verifica ciclicamente durante il sonno, circa ogni 90 minuti. In questa fase il cervello mostra un’attività elettrica simile alla veglia. Le persone cieche dalla nascita entrano in REM come chiunque altro.
La differenza riguarda il contenuto del sogno.
Le ricerche pubblicate su riviste peer-reviewed mostrano che:
- I non vedenti congeniti non riportano immagini visive.
- I sogni includono suoni dettagliati.
- Il tatto è una componente dominante.
- Le sensazioni di movimento e orientamento nello spazio sono centrali.
- Gli odori e le percezioni termiche sono più frequenti rispetto ai vedenti.
Nei soggetti che hanno perso la vista dopo i 5-7 anni, le immagini possono invece comparire nei sogni, perché il cervello conserva tracce mnemoniche visive.
Contenuto dei sogni
| Tipo di sognatore | Presenza immagini visive | Suoni | Tatto | Odori | Incubi |
|---|---|---|---|---|---|
| Vedente | Alta | Media | Media | Bassa | Media |
| Non vedente acquisito | Variabile | Alta | Alta | Media | Media |
| Non vedente dalla nascita | Assente | Molto alta | Molto alta | Alta | Più frequenti |
Il ruolo della corteccia visiva: cosa fa il cervello senza immagini
La corteccia occipitale, normalmente dedicata alla visione, nei non vedenti congeniti viene “ricablata”. Vari studi mostrano che quest’area si attiva durante compiti tattili e linguistici, come la lettura Braille.
Questo fenomeno si chiama neuroplasticità.
In sogno, la corteccia visiva non produce immagini, ma partecipa all’elaborazione di informazioni spaziali e sensoriali non visive. Il cervello non “vede”, ma organizza l’esperienza in forma narrativa.
Cosa raccontano le testimonianze dirette
Le descrizioni raccolte nei laboratori del sonno indicano che:
- I sogni sono costruiti come sequenze di eventi.
- Le voci sono riconoscibili.
- I passi, i rumori ambientali e la direzione dei suoni hanno un ruolo centrale.
- Il corpo è percepito in movimento.
Una persona non vedente congenita può sognare di camminare, correre o parlare con qualcuno, ma non descriverà colori o forme visive.
Il sogno non è “buio”. È privo di componente visiva, ma non privo di contenuto.
Perché gli incubi sono più frequenti
I non vedenti congenit, però, riportano un numero maggiore di incubi rispetto ai vedenti. L’ipotesi è legata alla maggiore dipendenza da segnali ambientali per la sicurezza quotidiana.
Gli incubi includono:
- Smarrimento in ambienti sconosciuti.
- Perdita del bastone o del punto di riferimento.
- Sensazione di caduta.
- Percezione di pericolo imminente.
Il cervello rielabora esperienze reali legate alla gestione dello spazio.
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Un non vedente dalla nascita vede immagini nei sogni?
No. Gli studi indicano assenza di immagini visive nei soggetti ciechi congeniti.
Sognano meno rispetto ai vedenti?
No. Entrano regolarmente nella fase REM e riportano sogni strutturati.
Perché gli incubi sono più frequenti?
Perché il cervello rielabora esperienze legate a orientamento e sicurezza nello spazio.
La corteccia visiva resta inattiva?
No. Viene coinvolta in funzioni tattili e linguistiche grazie alla neuroplasticità.
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Crediti fotografici
- Cosa sogna un non vedente dalla nascita: © cosedellaltromondo.it | AI Generated - Free to Use
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