Elia Del Grande, l’autore della terribile “strage dei fornai” del 1998, è fuggito di nuovo. Partito dalla casa-lavoro di Alba, in provincia di Cuneo, durante la licenza pasquale, senza farvi ritorno, ha cercato rifugio nel suo paese natale, Cadrezzate (Varese). I carabinieri lo hanno fermato dopo quattro giorni, non lontano da lì. Non è la prima volta: lo scorso ottobre l’uomo era scappato da una struttura simile nel Modenese, saltando un muro alto; venne catturato dopo un mese di latitanza sempre a Cadrezzate.
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La strage dei fornai
La notte tra il 25 e il 26 gennaio 1998, Elia Del Grande, allora 22enne panettiere nel forno di famiglia, massacrò il padre Giovanni (55 anni), la madre Maria (52) e il fratello minore Simone (19) con un martello e un coltello da cucina. Il movente? I genitori si opponevano fermamente al suo matrimonio con Ysabel, una ragazza dominicana di 20 anni che aveva conosciuto in paese.
Del Grande, ossessionato dalla relazione, tornò a casa armato dopo una lite furiosa con la famiglia. Colpì prima il padre alla testa, poi la madre e il fratello mentre dormivano. Il corpo della madre fu trovato straziato da 40 ferite. Fuggì con Ysabel, ma fu arrestato poche ore dopo in un bed & breakfast vicino. In primo grado prese l’ergastolo, ridotto a 30 anni in appello. Il caso sconvolse Cadrezzate, un piccolo paese di 3.000 anime, diventando emblema di un dramma familiare estremo.
La cattura
I carabinieri sono arrivati alla cattura del fuggitivo anche grazie alle telecamere vicino alla stazione di Sesto Calende. Del Grande guidava una Fiat 500 rubata a Lentate, frazione di Sesto Calende: l’aveva presa picchiando una donna, finita in ospedale, e ora lui rischia anche l’accusa di rapina. Sentendosi braccato, ha imboccato una strada privata sperando di far perdere le proprie tracce, ma i militari lo hanno bloccato. Nella fuga ha tentato di investire un carabiniere, ferendolo in modo lieve. I carabinieri lo hanno trascinato giù dall’auto a forza, arrestandolo per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.
Le violazioni
Dopo 26 anni e 4 mesi di carcere, Del Grande aveva ottenuto la semilibertà. Lavorava come giardiniere a Cadrezzate, con la compagna Rossella Piras, indagata per averlo aiutato nella fuga di ottobre 2025. Aveva collezionato 30 violazioni alla sorveglianza speciale, finendo in casa-lavoro.
A Pasqua, un cappellano lo aveva accolto come volontario in una mensa per poveri ad Alba, da dove era fuggito. Il 26 marzo gli era stato concesso un altro anno di semilibertà.
Di nuovo in carcere
“È come un giocatore che sbaglia sempre lo stesso rigore”, ha ironizzato il sindaco di Cadrezzate, Cristian Robustellini. Del Grande vede Cadrezzate come “casa sua” e si lamenta di subire un “ergastolo bianco” tra “casi psichiatrici”. Ai carabinieri di Gallarate, che lo hanno arrestato, non ha detto nulla, fingendo di dormire. Ora è di nuovo dietro le sbarre.
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Crediti fotografici
- Elia Del Grande: © cosedellaltromondo.it | CC0 1.0 Universal
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