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Cerimonia degli Ig Nobel Prize 2026 al Kongresshaus di Zurigo, in Svizzera

Ig Nobel 2026: la cerimonia lascia gli Stati Uniti e si trasferisce a Zurigo

Teresa Pitrola 2 settimane fa 0

Per la prima volta nella sua storia, la cerimonia degli Ig Nobel ha lasciato gli Stati Uniti. La 36ª edizione del premio si è tenuta giovedì 3 settembre 2026 al Kongresshaus di Zurigo, in Svizzera, chiudendo un capitolo lungo 35 anni che aveva sempre visto Cambridge, Massachusetts, come palcoscenico fisso della manifestazione. A motivare il trasferimento sono state le difficoltà e i timori legati ai viaggi verso gli Stati Uniti per i vincitori e i giornalisti internazionali: Marc Abrahams, fondatore del premio ed editore della rivista Annals of Improbable Research, ha spiegato che non se la sentiva più, “in scienza e coscienza”, di chiedere ai nuovi premiati o alla stampa estera di attraversare l’oceano per ritirare il riconoscimento. Il tema scelto per celebrare questa edizione così particolare è stato, non a caso, i funghi.

Cosa sono (davvero) gli Ig Nobel

Nati come parodia dei Premi Nobel veri, gli Ig Nobel vengono assegnati ogni anno, tradizionalmente proprio nelle settimane che precedono l’annuncio dei Nobel ufficiali, a ricerche che “prima fanno ridere, poi fanno pensare “. Non si tratta di uno scherzo fine a se stesso: quasi tutti i lavori premiati sono studi scientifici reali, pubblicati su riviste specializzate, relativi a un titolo o un oggetto di indagine che strappa il sorriso. A consegnare i premi, come da tradizione, sono veri vincitori del Nobel, in una cerimonia che include il lancio di aeroplanini di carta sul palco e discorsi di ringraziamento limitati a soli sessanta secondi.

Serpenti velenosi e orinatoi senza schizzi

Tra i riconoscimenti assegnati quest’anno, il premio per la Biologia è andato a un team guidato da João Miguel Alves-Nunes dell’Università di San Paolo, in Brasile, per aver ripetutamente premuto e calpestato, con cautela, diverse parti del corpo di vari serpenti velenosi, in condizioni di temperatura e orari diversi, allo scopo di capire cosa induce un serpente a mordere un essere umano. Il premio per la Fisica ha invece premiato un gruppo di ricercatori di Stati Uniti, Canada, Cina e Arabia Saudita per la progettazione teorica e sperimentale di un orinatoio “senza schizzi”, basato su equazioni differenziali applicate alla fisica dei fluidi.

Zanzare come stampanti 3D e neonati che profumano

Il premio per la Tecnologia è stato assegnato a un folto team internazionale per aver sperimentato l’uso delle proboscidi di zanzara come ugelli per la stampa tridimensionale ad altissima risoluzione, un processo ribattezzato “necroprinting”. Il riconoscimento per l’Olfatto è invece andato a un gruppo di ricercatori che ha raccolto prove del fatto che i neonati profumano meravigliosamente ai loro genitori, mentre gli adolescenti, con il passare degli anni, non altrettanto: uno studio capace di trasformare un’osservazione che ogni genitore conosce bene in un dato scientifico misurabile.

Baci, starnuti e la difesa della curiosità scientifica

Il premio per la Biomeccanica ha premiato un trio di studiosi britannici e statunitensi per aver elaborato una definizione più precisa del bacio, descritto tecnicamente come un’interazione non agonistica che prevede un contatto orale diretto tra individui della stessa specie, con un certo movimento. Il premio per la Medicina è invece andato a uno studio dal titolo “Come si soffia il naso: uno studio aerodinamico dello starnuto nasale”. Una delle vincitrici, la biologa evoluzionista di Oxford Matilda Brindle, ha commentato che la scienza è sotto attacco da tempo, e che i campi di ricerca meno immediatamente legati all’industria e alla tecnologia commerciale rischiano di essere considerati meno importanti: la curiosità fine a se stessa, ha aggiunto, resta invece fondamentale per il progresso della scienza.

Perché anche una notizia “buffa” dice qualcosa di serio

Dietro il tono scanzonato della cerimonia si nasconde un messaggio meno leggero di quanto sembri: il trasloco a Zurigo, la prima uscita dagli Stati Uniti in 35 anni, racconta le difficoltà crescenti che il mondo scientifico internazionale incontra nel muoversi verso gli Stati Uniti, e la volontà degli organizzatori di continuare comunque a celebrare la ricerca più curiosa e apparentemente inutile, che spesso si rivela tutt’altro che tale.

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