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Samuele Carrino nei panni di Carlo Acutis nel tv movie "Il mio nome è Carlo" di Canale 5

“Il mio nome è Carlo”: su Canale 5 il tv movie sul giovane santo Carlo Acutis

Teresa Pitrola 36 secondi fa 0

Il santo in jeans arriva in prima serata su Canale 5 con “Il mio nome è Carlo”: la vita di Carlo Acutis raccontata vent’anni dopo la sua morte

Arriva domenica 27 settembre in prima serata su Canale 5 “Il mio nome è Carlo”, il tv movie che racconta la vita di Carlo Acutis, il quindicenne milanese proclamato santo poco più di un anno fa. Coprodotto da Rti e Movie Magic International e diretto da Giacomo Campiotti, il film ha come protagonisti Samuele Carrino, nei panni di Carlo adolescente, e Lucia Mascino, che interpreta la madre. Dopo la messa in onda sarà disponibile anche su Mediaset Infinity.

L’anteprima si è tenuta mercoledì 23 settembre a Milano, al cinema Ariosto. Il luogo è stato scelto con cura: la sala si trova accanto alla chiesa di Santa Maria Segreta, la parrocchia frequentata da Carlo, dove oggi è custodita una reliquia, un frammento del suo cuore.

Mediaset punta sulle storie di speranza

Per Mediaset il progetto ha anche un valore di linea editoriale. Giancarlo Scheri, vicedirettore generale reti, palinsesti e promozione, lo ha presentato come possibile capofila di “una serie di prodotti che vanno a trattare valori che portano emozioni”, capaci di offrire alle famiglie “messaggi di speranza, di luce, di positività”. Scheri ha sottolineato che il film è stato fortemente voluto dall’editore, Pier Silvio Berlusconi. Ha poi citato François Truffaut: “Fare un film significa migliorare la vita: sono convinto che questo film possa migliorare la vita di tutti, nostra e dei nostri ragazzi”.

Un ragazzo normale, un esempio straordinario

Giampaolo Letta, alla guida della direzione Fiction e Cinema, ha insistito sul valore educativo della figura di Carlo. “Carlo è un esempio di lealtà, amore, rispetto, ascolto delle persone, incontro, famiglia, scuola, amici, cioè le cose di tutti i giorni, ma vissute in una straordinaria ordinarietà”. Secondo Letta, proprio per questo il giovane santo può parlare a tanti coetanei, “che molto spesso vediamo raccontati molto peggio di quello che sono nella realtà”. Il messaggio del film, ha aggiunto, è l’esempio di “un bambino e ragazzo che possiamo incontrare tutti i giorni”.

La madre: “Ho riconosciuto il mio Carlo”

Il momento più intenso della serata è arrivato con l’intervento di Antonia Salzano Acutis. Il suo libro, “Il segreto di mio figlio. Perché Carlo Acutis è considerato un santo”, è una delle fonti di ispirazione del film. “Quando ho visto il film ho riconosciuto il mio Carlo”, ha detto dal palco, visibilmente commossa. “Il regista ha interpretato magistralmente il libro, comunicando i valori di mio figlio. È un film che tocca, ho riconosciuto molte cose della vita di Carlo, è stata un’emozione”. Ha poi aggiunto una riflessione sulla rapidità del percorso verso gli altari: “Normalmente i santi si raccontano dopo centinaia di anni, noi siamo stati più veloci perché il Signore aveva fretta vista l’emergenza educativa dei giovani”.

La madre ha ricordato anche il rapporto del figlio con la tecnologia, sempre consapevole. “Quando aveva 8 anni gli venne regalata la PlayStation, anche se io ero molto contraria. Ma Carlo non voleva diventarne schiavo e decise da solo di giocarci un’ora a settimana, poi non ci giocò più: credo che questo possa essere un grandissimo esempio”.

La risposta alle polemiche sui miracoli

Antonia Salzano ha voluto rispondere anche a chi, in modo indiretto, ha messo in dubbio la canonizzazione del figlio. “C’è chi ha detto che siamo molto ricchi e abbiamo comprato i miracoli, ma i miracoli non si comprano, non si compra il toccare il cuore, perché può farlo solo Gesù”. Ha ricordato che i miracoli riconosciuti ufficialmente sono due, “ma ce ne sono stati tantissimi e continuano a essercene in tutto il mondo”.

Tra le grazie ha lasciato intendere di includere anche una vicenda personale: la nascita di due gemelli, quattro anni dopo la morte di Carlo. “Io ormai avevo perso le speranze di poter diventare madre di nuovo e avevo iniziato le pratiche per l’adozione, ma Carlo mi è apparso in sogno e mi ha annunciato che ce l’avrei fatta”.

L’attore Samuele Carrino: “Una grande responsabilità”

Emozionato anche il giovane protagonista. “È stata una grande responsabilità, ma questa paura iniziale mi ha dato tanto coraggio, che mi ha dato la forza di interpretare Carlo”, ha raccontato Samuele Carrino. “Spero che resti ai miei coetanei la bontà di Carlo e quanto fosse altruista, quanto bene ha fatto e quanto continua a fare”.

La trama: dall’infanzia agli ultimi giorni

Il tv movie segue Carlo dall’infanzia fino agli ultimi giorni di vita. Nel racconto affronta con serenità e con il sorriso una leucemia fulminante, che lo porta via in pochi giorni, il 12 ottobre 2006. Il regista ha spiegato a TGCom 24 di aver voluto mettere al centro “il sacrificio, la struggente accettazione della malattia e della morte, come se Carlo fosse a conoscenza dell’incredibile missione che avrebbe poi compiuto”. Campiotti lo definisce “un santo in jeans e scarpe da ginnastica”. Il film ne ripercorre il cammino umano e spirituale tra quotidianità, amicizie, famiglia e fede.

Chi era Carlo Acutis

Carlo Acutis è nato a Londra nel 1991 ed è cresciuto a Milano. Ha vissuto una vita in apparenza come quella di tanti coetanei: un bambino vivace, legato alla famiglia e agli amici, poi un adolescente studioso, appassionato di informatica, videogiochi e calcio. Suonava il sassofono, giocava a pallone e, ancora giovanissimo, insegnava catechismo ai bambini e faceva volontariato alla mensa dei poveri.

A renderlo speciale è stata la fede, scoperta fin da piccolissimo e mai abbandonata. Al centro c’era la devozione per l’Eucaristia, che definiva la sua “autostrada per il cielo”. Con le sue competenze informatiche realizzò un sito dedicato ai miracoli eucaristici, un progetto diventato poi una mostra itinerante nel mondo. Amava ripetere che tutti nascono “originali”, ma molti muoiono “come fotocopie”, e lui ha scelto di restare originale per tutta la vita.

Dopo la morte, la sua testimonianza si è diffusa rapidamente, soprattutto tra i giovani. È stato beatificato ad Assisi nel 2020 e canonizzato il 7 settembre 2025 da Papa Leone XIV, diventando il primo santo dell’era digitale. Il suo corpo riposa ad Assisi, nel Santuario della Spogliazione, meta ogni anno di migliaia di pellegrini.

Il “mese di Carlo” dal piccolo al grande schermo

Il film di Canale 5 apre il cosiddetto “mese di Carlo”, un calendario di iniziative tra televisione, cinema e mondo digitale che accompagna il ventesimo anniversario della morte, il 12 ottobre. Dal 15 al 21 ottobre arriverà nelle sale il documentario ufficiale “Carlo Acutis – Il giovane santo”, diretto da Luca Salmaso. Il documentario raccoglie le testimonianze di chi ha conosciuto e amato Carlo, raccontando il ragazzo prima ancora del santo. Anche questo lavoro, come il tv movie, si ispira al libro della madre.

Vent’anni dopo la morte del giovane, la forza del messaggio di Carlo Acutis non nasce da imprese eccezionali. Nasce da una scelta semplice e radicale: guardare ogni persona con amore.

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