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Kouri Richins

Scrive un libro sul lutto dopo aver ucciso il marito

Teresa Pitrola 2 mesi fa 0

A volte le persone non sono ciò che mostrano. Dietro la loro immagine, infatti, può nascondersi qualcosa di completamente diverso. L’identità pubblica è spesso una costruzione, come conferma la storia che stiamo per raccontarvi. 

Un caso recente ha scioccato lo Utah per il contrasto tra l’immagine materna di una donna e la sua capacità di premeditare un crimine, manipolando successivamente la narrazione pubblica. 

Chi è Kouri Richins 

Kouri Richins, una 35enne madre di tre figli dello Utah, è stata dichiarata colpevole l’11 maggio 2025 di omicidio di primo grado per aver avvelenato il marito Eric Richins con fentanyl nel marzo 2022. 

La donna, che rischia l’ergastolo, affronterà la sentenza il 13 maggio 2026, data che avrebbe segnato i 44 anni del marito. Secondo l’accusa, il movente era incassare polizze assicurative per circa 4 milioni di dollari, credendo erroneamente di ereditare un patrimonio equivalente. La donna aveva debiti per 4,5 milioni.

La morte di Eric Richins 

Eric, 39enne imprenditore immobiliare, morì il 4 marzo 2022 nella loro casa di Kamas, Utah, dopo aver bevuto un Moscow Mule preparato dalla moglie. L’autopsia rivelò una dose letale di fentanyl, ben 5 volte superiore alla quantità mortale, mescolata alla bevanda. Non fu il primo tentativo: il giorno di San Valentino, Kouri aveva offerto al marito un panino contaminato, ma lui era solo svenuto. L’accusa, guidata dal procuratore Brad Bloodworth della Summit County, ha sostenuto che lei avesse stipulato polizze vita sul marito per 2 milioni di dollari a sua insaputa, per coprire debiti e iniziare una relazione extraconiugale. “Voleva lasciare Eric, ma non i suoi soldi”, ha dichiarato Bloodworth.

Il libro per bambini come prova schiacciante 

Dopo la morte di Eric, Kouri scrisse e pubblicò a sue spese “Are You With Me?”, un libro per bambini sul lutto, dedicato ai suoi figli per aiutarli a elaborare la perdita del padre. Presentato come gesto d’amore, divenne elemento chiave per i pm: testimoni confermarono che lei acquistò fentanyl illegalmente da un amante, e tracce del farmaco furono trovate in casa. 

Durante il processo, durato 9 settimane con oltre 60 testimoni, la difesa ha invocato la tesi di un’overdose accidentale, ma la giuria ha respinto fermamente l’ipotesi. 

Kouri, che gestiva un’impresa di pulizie di successo, nega ancora tutto e attende la sentenza senza possibilità di libertà condizionale. La procura ha sottolineato come lei abbia manipolato la narrazione pubblica, scrivendo e pubblicando il libro per apparire innocente.

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