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WhatsApp cambia tutto: pubblicità e abbonamento, cosa sapere

Cosimo Selmi 1 mese fa 0 42

Quante volte, negli ultimi anni, abbiamo letto messaggi virali che annunciavano la “fine di WhatsApp gratuito”? Per molto tempo si è trattato di catene infondate o interpretazioni forzate. Oggi, però, qualcosa sta davvero cambiando. Non nel modo drastico temuto da molti utenti, ma con una svolta che segna un passaggio importante nella storia dell’app di messaggistica più utilizzata al mondo.

WhatsApp si prepara infatti a introdurre la pubblicità all’interno della piattaforma e, parallelamente, un abbonamento a pagamento facoltativo per chi vorrà continuare a usarla senza banner. Una mossa che riporta l’app alle origini, ma in un contesto completamente diverso, dominato da nuove regole sulla privacy e da un modello economico che Meta sta già sperimentando su altri servizi, come spiegato da Wired.

Per capire cosa succederà davvero, è necessario mettere insieme i tasselli emersi finora e distinguere i fatti dalle ipotesi.

WhatsApp non diventa obbligatoriamente a pagamento

Il primo punto da chiarire è fondamentale: WhatsApp non diventerà a pagamento per tutti. L’accesso gratuito resterà, ma sarà accompagnato dalla presenza di annunci pubblicitari. L’abbonamento rappresenterà un’opzione aggiuntiva, pensata per chi preferisce un’esperienza priva di inserzioni, come riportato su AGI.

In altre parole, la logica non è “paghi o perdi l’accesso”, ma piuttosto “usi gratis accettando la pubblicità oppure paghi per rimuoverla”. Un’impostazione che richiama da vicino il modello già adottato da Meta su altre piattaforme.

Dove comparirà la pubblicità su WhatsApp

Una delle principali preoccupazioni degli utenti riguarda l’invasività degli annunci. Secondo le informazioni disponibili, le chat private resteranno escluse. Niente banner che interrompono le conversazioni personali o i messaggi di gruppo.

Gli annunci dovrebbero invece comparire in due sezioni specifiche dell’app:

  • Stati di WhatsApp, ovvero la funzione simile alle storie di Instagram;
  • Canali, lo spazio dedicato all’informazione e ai contenuti broadcast. (agi.it)

Si tratta di aree già pensate per la fruizione di contenuti e aggiornamenti, dove la presenza di sponsorizzazioni risulta più coerente rispetto alle chat private. Resta da capire quanto saranno visibili e frequenti, ma l’ipotesi più accreditata è che il formato sia simile a quello già visto su Instagram e Facebook. (wired.it)

Quanto costerà l’abbonamento a WhatsApp

Il tema del prezzo è quello che più incuriosisce gli utenti. Nelle schermate individuate da WABetaInfo all’interno della versione beta 2.26.3.9 per Android, compare un costo di circa 4 euro al mese per rimuovere la pubblicità.

È importante sottolineare che si tratta di un valore provvisorio, non ancora ufficializzato. Meta potrebbe modificarlo prima del lancio definitivo oppure proporre soluzioni alternative, come pacchetti cumulativi che includano anche Facebook e Instagram senza annunci.

Un altro dettaglio emerso riguarda la gestione dell’abbonamento: il pagamento dovrebbe avvenire tramite Google Play Store (e con tutta probabilità anche tramite App Store su iOS), con tempi di attivazione e disattivazione molto rapidi, stimati in circa 15 minuti.

Perché l’abbonamento partirà dall’Europa

Non è un caso se le prime tracce di questa novità riguardano Unione Europea e Regno Unito. In questi territori, le normative sulla privacy – a partire dal GDPR – impongono ai grandi operatori digitali di offrire agli utenti una scelta chiara tra profilazione pubblicitaria e pagamento diretto del servizio.

Questo contesto normativo ha spinto Meta a sviluppare il modello cosiddetto “Pay or Consent”, già sperimentato su altre piattaforme del gruppo: o si accetta la pubblicità personalizzata, oppure si paga per un’esperienza senza annunci. WhatsApp, finora rimasta ai margini di questo schema, sembra ora destinata a essere pienamente integrata nella strategia complessiva.

Il modello Pay or Consent e la strategia di Meta

Dietro questa svolta c’è una visione precisa. L’obiettivo è garantire:

  • gratuità del servizio per la maggioranza degli utenti, sostenuta dai ricavi pubblicitari;
  • una nuova fonte di entrate dirette dagli abbonamenti, rivolta a chi dà maggiore valore alla privacy e alla pulizia dell’interfaccia.

In questo modo, Meta cerca di ridurre la dipendenza esclusiva dalla pubblicità, diversificando i flussi di ricavi e adattandosi a un contesto regolatorio sempre più stringente, soprattutto in Europa.

Un ritorno al passato (con regole nuove)

Per molti utenti più “storici”, l’idea di pagare per WhatsApp non è affatto una novità. Nei suoi primi anni, l’app prevedeva un costo:

  • 0,89 euro all’anno su Android, BlackBerry e Windows Phone, dopo un periodo di prova gratuita;
  • 1 euro una tantum su iPhone.

Questo modello è rimasto in vigore fino al 2016, quando Meta (allora Facebook) decise di rendere WhatsApp completamente gratuita per accelerarne la diffusione globale. Dieci anni dopo, il cerchio sembra chiudersi, ma con una differenza sostanziale: oggi il pagamento è una scelta, non un obbligo.

Cosa cambia davvero per gli utenti

Dal punto di vista pratico, l’impatto sarà diverso a seconda delle abitudini individuali:

  • chi usa WhatsApp soprattutto per chattare potrebbe quasi non accorgersi della pubblicità;
  • chi segue molti Canali o utilizza spesso gli Stati potrebbe trovarsi davanti a un numero crescente di contenuti sponsorizzati;
  • chi è particolarmente sensibile alla privacy o all’esperienza “pulita” potrebbe valutare l’abbonamento come una soluzione accettabile.

È un passaggio che riflette una tendenza più ampia nel mondo digitale: i servizi gratuiti non spariscono, ma cambiano forma, offrendo alternative a pagamento per chi non vuole “pagare” con i propri dati o con l’attenzione.

Lo sapevi che…?

WhatsApp conta oltre due miliardi di utenti attivi nel mondo. Anche una percentuale ridotta di abbonamenti a pagamento potrebbe generare ricavi significativi per Meta, senza stravolgere l’accesso gratuito per la maggioranza degli utenti.

Uno scenario destinato a evolversi

Al momento, molte informazioni restano legate a versioni beta e indiscrezioni. Prezzi, formati pubblicitari e modalità di abbonamento potrebbero cambiare prima del lancio ufficiale. Tuttavia, la direzione sembra chiara: WhatsApp entra in una nuova fase, più allineata alle logiche economiche delle altre grandi piattaforme digitali.

Per gli utenti, la vera novità non è tanto il pagamento in sé, quanto la possibilità di scegliere. Ed è proprio questa scelta che, dopo anni di voci e bufale, rende il cambiamento reale e concreto.


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