Steve Irwin, fatti da parte: il web ha incoronato un nuovo eroe della fauna selvatica australiana, e questa volta arriva dall’entroterra dell’Australia Occidentale. Si chiama Luke “Camel” Campbell, è conosciuto da anni negli ambienti del Malcolm Douglas Crocodile Park di Broome come abile domatore di coccodrilli, ma è bastata un’intervista finita online per farlo conoscere, in meno di 48 ore, a centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo.
In questo articolo
Un’intervista che ha fatto boom di visualizzazioni
A rendere virale Campbell è stato il comico e content creator di Perth Jasky Singh, in arte “Mr Sikkant”, che sabato 6 settembre ha pubblicato sui social un’intervista all’uomo. Il video ha totalizzato oltre 720.000 visualizzazioni in meno di 48 ore, spinto soprattutto dal contrasto tra i racconti al limite dell’incredibile e il tono scanzonato con cui Campbell parla — quello che nell’articolo originale viene definito uno stile tipicamente “larrikin”, l’atteggiamento sornione e autoironico che gli australiani associano ai personaggi più genuini dell’outback.
Con il termine “outback” si indica l’entroterra remoto e desertico dell’Australia: le vaste zone interne del continente, lontane dalle coste e dalle grandi città, caratterizzate da territori aridi, scarsamente popolati e spesso selvaggi percorsi e abitati da uomini che diventano parte del mito del “pioniere” australiano.
Dal Centrelink al deserto quasi per caso
La carriera di Campbell come mandriano di cammelli, che dura ormai da trent’anni, è iniziata praticamente per una scommessa. Cercando lavoro a Fremantle, si è imbattuto in un annuncio nella sezione “varie” del Centrelink, l’ente statale per l’impiego: un allevamento cercava qualcuno che si occupasse di cammelli. Bastò una telefonata e una battuta sul fatto di avere “un sacco di roba” per ritrovarsi, di lì a poco, a catturare cammelli selvatici nel deserto. Da allora ha percorso oltre 20.000 chilometri a piedi, buona parte dei quali attraversando il deserto di Tanami, nel nord dell’Australia.
Trent’anni di cicatrici
Il prezzo pagato per questa vita è stato altissimo. Campbell racconta di aver subito fratture al collo, tre dita rimaste rotte, uno zigomo fratturato e un’orbita oculare compressa; ferite tipiche di chi lavora quotidianamente a stretto contatto con animali enormi e imprevedibili. Uno degli aneddoti più citati riguarda proprio la frattura al collo, di cui si accorse solo una settimana dopo l’incidente, quando qualcuno notò che camminava in modo innaturale e lo fece trasferire d’urgenza a Perth. Nella boscaglia, spiega, non si può semplicemente tornare in città a curarsi: bisogna arrangiarsi sul posto e continuare a muoversi.
L’incontro con Malcolm Douglas e il salto ai coccodrilli
Dopo decenni passati con i cammelli, un incontro casuale con il celebre documentarista e cacciatore di coccodrilli Malcolm Douglas cambiò per sempre la carriera di Campbell. Douglas, figura amatissima nella conservazione ambientale australiana, aveva fondato nel 1983 a Broome il parco dei coccodrilli che porta ancora oggi il suo nome. Quando il responsabile del settore coccodrilli se ne andò all’improvviso, Campbell si trovò catapultato in un vero e proprio battesimo del fuoco al fianco del “vecchio Malcolm”, tra recinti pieni di rettili e situazioni descritte, nelle sue stesse parole, come questioni di vita o di morte.
La ferita più grave
Nonostante la lunga lista di infortuni accumulati con i cammelli, Campbell ha rivelato che il danno peggiore gliel’ha inflitto un animale di tutt’altra specie. Mentre raccoglieva uova di coccodrillo proteggendosi la mano con una piccola gabbia di rete, un grosso maschio lo ha attaccato, finendo per procurargli una ferita all’occhio con i denti, un episodio che, a suo dire, lo renderebbe l’unico caso noto di una persona sopravvissuta con denti di coccodrillo conficcati nell’occhio.
La reazione entusiasta del web
I racconti di Campbell hanno immediatamente conquistato gli utenti, che hanno riempito i commenti del video di elogi: c’è chi lo paragona a un novello Steve Irwin, chi propone di dedicargli un film, chi lo ha ribattezzato scherzosamente “il Dundee cammello-odile”. Altri commentatori hanno sottolineato quanto la sua vita sembri contenere più avventure di quante ne vivrebbero normalmente due persone messe insieme, arrivando a definirlo l’incarnazione stessa dell’australiano tipico.
Dietro il mito c’è la fatica reale dell’outback
Pur consapevole del proprio fascino mediatico, Campbell tiene a ridimensionare l’immagine romantica che molti australiani hanno del suo mestiere. Dietro l’idea suggestiva di cavalcare un cammello al tramonto, racconta, si nascondono mosche, fatica fisica e marce fino a 75 chilometri al giorno nel deserto di Tanami, colpito da una siccità che dura ormai da un decennio. Le giornate di lavoro iniziano spesso a mezzanotte e proseguono fino a trovare un po’ d’ombra su un termitaio, unico rifugio possibile prima di ripartire. Eppure, nonostante le condizioni proibitive e spesso rischiose, Campbell non cambierebbe la propria vita con nessun’altra: la trova appagante proprio nella sua durezza ed essenzialità, paragonabile a quella raccontata nei vecchi libri di storia sui pionieri dell’outback.
La sua vita oggi
Campbell continua a lavorare quotidianamente al Malcolm Douglas Crocodile Park, dove conduce i tour pomeridiani per l’alimentazione dei coccodrilli, e nei pressi di Cable Beach, dove offre passeggiate turistiche a dorso di cammello. Ha inoltre aperto un proprio canale YouTube, dove documenta le sue giornate tra cammelli e coccodrilli, lo stesso terreno che, complice il video diventato virale, lo sta ora trasformando da figura locale amata dagli habitué del parco a fenomeno social conosciuto ben oltre i confini dell’Australia Occidentale.
Per approfondire: PerthNow.
🌍 Le notizie di Cose dell'Altro Mondo direttamente sul tuo telefono
Iscriviti al nostro canale WhatsApp o Telegram — gratis, senza spam, puoi uscire quando vuoi.

Il satellite segnalò un missile, poi altri quattro: la notte in cui un ufficiale sovietico decise di non crederci
Le gemelle che parlavano all’unisono: la storia vera delle sorelle Chaplin torna virale dopo il film di Herzog a Venezia
Ballarono per settimane senza riuscire a fermarsi: cosa accadde davvero a Strasburgo nell’estate del 1518
Cercava rane in un torrente della California e ha trovato il dente di un mastodonte dell’era glaciale
Cinquanta minuti sul tetto dell’ospedale vestito da Morte: poi in tribunale ha spiegato di essere un corvo
Accende l’aspirapolvere robot da remoto e scopre il tradimento: vince la causa, poi finisce in carcere