Una figura nera incappucciata, immobile sopra l’ingresso dell’ospedale, con in mano quella che sembrava una lama lunga. Chi alzava lo sguardo vedeva la Morte. È rimasta lassù per circa cinquanta minuti, mentre sotto arrivavano quattro auto della polizia e una squadra dei vigili del fuoco. Poi, in tribunale, l’uomo ha spiegato che il costume era un altro.
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Cinquanta minuti sopra l’ingresso
Era sabato 6 giugno 2026, allo Ysbyty Glan Clwyd di Bodelwyddan, nel Denbighshire, nel nord del Galles.
L’uomo è salito sul tetto e si è piazzato sopra l’entrata principale, il punto da cui passano pazienti, visitatori e personale.
Non ha parlato. È rimasto per lo più immobile, guardando verso il basso ed emettendo qualche verso in direzione delle persone che si trovavano sotto.
L’intervento della polizia
Le segnalazioni hanno fatto scattare l’allarme in pochi minuti.
Sul posto sono arrivate quattro auto della North Wales Police e una squadra del North Wales Fire and Rescue Service.
Gli agenti lo hanno convinto a scendere e lo hanno arrestato.
In tribunale: la versione del corvo
Il 15 luglio 2026 il 26enne Leon Gillespie, residente a Deganwy, si è presentato davanti ai magistrati di Llandudno.
In aula ha respinto l’interpretazione più diffusa. Il suo costume, ha sostenuto, non rappresentava la Morte. Voleva essere un uccello. Un corvo.
Sul motivo di tutta l’operazione non ha fornito spiegazioni. Né alla polizia, né davanti ai giudici.
Cosa gli è stato contestato
Gillespie si è dichiarato colpevole di avere causato, senza una ragione valida e trovandosi lì per motivi diversi dal ricevere assistenza medica, un disturbo a un membro del personale sanitario. E di essersi rifiutato di lasciare la struttura quando un agente glielo ha ordinato.
È una fattispecie prevista dalla normativa britannica a tutela delle strutture del servizio sanitario nazionale.
La condanna
La corte gli ha inflitto una multa da 200 sterline, alla quale si aggiungono il risarcimento e le spese processuali.
Nella stessa udienza Gillespie ha chiuso altre due pendenze, entrambe estranee alla vicenda dell’ospedale.
Il 26 marzo aveva sottratto cibo e lettiera per gatti da un punto vendita della catena Pets at Home, per un valore compreso tra le 30 e le 40 sterline.
Il 28 maggio cibo e bevande da un supermercato Sainsbury’s.
La posizione dell’ospedale
Il Betsi Cadwaladr University Health Board, l’azienda sanitaria che gestisce lo Ysbyty Glan Clwyd, è intervenuto con una nota.
“L’azienda sanitaria ha già dichiarato in passato di adottare una politica di tolleranza zero verso abusi, aggressioni o comportamenti molesti all’interno delle proprie strutture ospedaliere”, ha fatto sapere un portavoce.
L’ospedale fa parte del servizio sanitario pubblico del Galles del Nord e serve un bacino che comprende l’intera area del Denbighshire.
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