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Orologio dell’Apocalisse metaforico con lancette vicinissime a mezzanotte su sfondo drammatico

L’Orologio dell’Apocalisse più vicino che mai a mezzanotte

Cose dell'Altro Mondo 2 settimane fa 0

L’Orologio dell’Apocalisse (Doomsday Clock) è stato inventato nel 1947 dal Bulletin of the Atomic Scientists, gruppo di scienziati che avevano partecipato al Progetto Manhattan. Illustrato dall’artista Martyl Langsdorf, stima il tempo che resta all’umanità prima di una catastrofe mondiale. Alla sua creazione segnava le 23:53, ovvero sette minuti a mezzanotte.

Le minacce seguite dall’orologio nel tempo

Inizialmente focalizzato sul rischio di una guerra nucleare globale, l’orologio ha ampliato il suo sguardo. Oggi considera anche i cambiamenti climatici, le tensioni geopolitiche, i rischi biologici come la pandemia di COVID-19, le nuove tecnologie (biotecnologie e intelligenza artificiale), gli atti di terrorismo, gli attacchi informatici e la disinformazione. Non si tratta di una previsione esatta della fine del mondo, ma di un invito urgente ad agire.

L’evoluzione storica dell’orologio dal 1947

Nel corso degli anni l’orologio ha registrato diversi aggiustamenti. Nel 1953, dopo i test termonucleari di Stati Uniti e URSS, segnava le 23:58, record dell’epoca. La crisi dei missili di Cuba del 1962 ha tenuto alta la tensione, ma nel 1963 l’orologio è tornato indietro fino alle 23:48 grazie al Trattato di interdizione parziale degli esperimenti nucleari. Nel 1984, con il ritorno delle tensioni tra USA e URSS, indicava le 23:57. Il punto più lontano da mezzanotte è stato raggiunto nel 1991, a 23:43, dopo la caduta del Muro di Berlino e la fine della Guerra Fredda. Dagli anni 2000 in poi le lancette hanno spesso avanzato a causa di crisi come gli attentati dell’11 settembre 2001, il riscaldamento globale e la pandemia di COVID-19.

Record storico nel 2026: 85 secondi a mezzanotte

Nel 2026 l’Orologio dell’Apocalisse non è mai stato così vicino a mezzanotte: indica le 23:58 e 35 secondi, ovvero 85 secondi alla catastrofe. Questa posizione riflette una serie di crisi in corso: il proseguimento della guerra della Russia in Ucraina, il conflitto in Iran, il conflitto israelo-palestinese, le minacce della Cina su Taiwan, gli scontri di confine tra India e Pakistan, i rischi legati all’uso militare dell’IA, gli attacchi cibernetici, la disinformazione di massa, l’aumento delle temperature globali e la minaccia pandemica persistente.

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Crediti fotografici


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